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La Tecarterapia, nota anche come Tecar o Trasferimento Energetico Capacitivo-Resistivo, è un tipo di trattamento elettromedicale, che viene impiegato nella cura di traumi e patologie infiammatorie dell’apparato muscolo-scheletrico. Il termine deriva dalle parole greche caldo e profondo. Ma è realmente utile? Gli studi scientifici cosa ci dicono?

 

Sempre più spesso arrivano prescrizioni di Tecar Terapia nei vari studi o ambulatori praticamente per ogni tipo di problema facendo diventare questo macchinario la panacea per tutti i mali. Esiste un detto anglosassone nel mondo scientifico, forse un po’ eccessivo ma sicuramente pragmatico come solo i britannici sanno essere, che dice “Dimostralo oppure abbandonalo”. Riguardo questo macchinario, di cui negli ultimi 10 anni si è sentito parlare ovunque, sono in realtà pochissimi (solo 4) gli studi pubblicati in merito alla sua efficacia nell’ambito delle patologie muscolo-scheletriche, per di più su riviste di basso livello e con diverse criticità metodologiche.
Tra l’altro si tratta di articoli quasi tutti provenienti da autori italiani e senza approfondire il tema verrebbe da pensare ad una grandiosa scoperta nostrana.

 

Cosa ne pensano però i maggiori esperti al mondo?
Se fosse una terapia innovativa non potrebbe non essere conosciuta anche all’estero da chi si occupa da anni di ricerca e trattamento in ambito muscolo-scheletrico. E invece nulla… all’estero non ne hanno sentito nemmeno mai parlare. Lo testimonia un’intervista che ha condotto personalmente il dottor Alessandro Giannini e che potete leggere, insieme alle altre tre puntate di cui si compone il suo “J’accuse”, al link riportato in fondo all’articolo. I migliori esperti al mondo nell’ambito delle tendinopatie (dott.ssa Jill Cook, autrice di più di 100 articoli scientifici), del mal di schiena (dott. Peter O’Sullivan, autore di quasi 600 articoli scientifici) e altri esperti di patologie della spalla (dott.ssa Jo Gibson) e di pubalgia (dott.ssa Enda King) non ne hanno mai nemmeno sentito parlare.

 

Un fenomeno tutto italiano

Un fenomeno tutto italiano, quindi, che troppo spesso è utilizzato e accettato nella pratica clinica e che dovrebbe quantomeno alimentare dei dubbi sull’effettiva efficacia, senza fare affidamento sul classico “Eppure funziona” frutto più di sensazioni personali che di reali studi scientifici alla base. Sono questi i veri quesiti ancora non affrontati in ambito scientifico relativi all’uso della TECAR. Potrebbero sembrare quesiti di poco conto e invece sono necessari per stabilire che una Terapia “A” funzioni o meno rispetto ad una Terapia “B” o rispetto al non far nulla.

 

Conclusioni

Per concludere non possiamo che essere totalmente d’accordo con il dottor Giannini: “Dobbiamo smettere di utilizzare la tecar? Io credo proprio di si”. Almeno fino a quando non ci saranno studi pubblicati di buona qualità e rigore metodologico che ci facciano pensare il contrario, non ce la sentiamo di far spendere soldi ai nostri pazienti in terapie il cui effetto dipende solo nella fiducia che esse funzionino e che il paziente ci creda.

Per approfondimenti sui presunti meccanismi alla base del successo della TECAR vi invitiamo a leggere l’articolo del dott. Giannini che potete trovare al link seguente:
Link – Parte 4

Per gli altri approfondimenti sulle basi teoriche della TECAR e le altre “Puntate” della rubrica del dott. Giannini:

Link – Parte 1
Link – Parte 2
Link – Parte 3

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