Plagiocefalie

Apr 16, 2019

PLAGIOCEFALIE

Plagiocefalie

La plagiocefalia rientra tra quelle anormalità del cranio che vanno sotto il nome di “dimorfismi”. Nello specifico si tratta della deformazione della testa del neonato durante i primi mesi di vita, quando le sue ossa sono ancora morbide e più facilmente modificabili in base alle posizioni che assume.

Benché esistano 3 tipologie di deformità cranio facciali potenzialmente presentabili nei neonati

  • plagiocefalia: quando i bambini dormono sempre sullo stesso lato;
  • brachicefalia: quando dormono sempre a faccia in su;
  • scafocefalia: quando dormono con la testa sempre da un lato;

il termine plagiocefalia è il più diffuso e viene genericamente usato per descrivere tutti e tre i tipi di irregolarità del cranio.

plagiocefalieBrachicefaliaScafocefalia

Tra le principali cause vi sono, quelle pre-natali e quelle che insorgono durante il parto.

Prima del parto

  • Nascite premature
  • Forze compressive intrauterine

Sono la causa più frequente delle irregolarità craniche. All’interno dell’utero materno il feto può subire limitazioni negli spostamenti, e trovarsi costretto nella medesima posizione per un periodo di tempo prolungato. La posizione del capo e del collo, a lungo mantenuta, associate alla malleabilità delle ossa, tendono a determinare una deformazione cranica ed uno squilibrio tensivo dei muscoli del collo (in particolare dello sternocleidomastoideo). Dopo la nascita il bambino tenderà a prediligere la stessa posizione mantenuta in utero, peggiorando la deformità cranica acquisita.

Durante il parto

  • Forze extrauterine compressive

Un parto traumatico dovuto per esempio all’utilizzo della ventosa o del forcipe.

Come trattare le Plagiocefalie

Le deformità che si presentano più frequentemente all’osteopata son, appunto, di tipo plagiocefalico. In un’alta percentuale di casi troviamo plagiocefalia e torcicollo assieme, fenomeno causato da anomala tensione del muscolo sternocleidomastoideo (SCOM). Secondo la disciplina osteopatica, un anomalo rapporto tra osso occipitale e osso temporale sarebbe alla base dell’alterazione dello SCOM (il nervo accessorio che innerva questo muscolo, impegnandosi nel foro giugulare infatti può essere alterato). Quando questo muscolo è teso la testa del neonato si piega in avanti, si inclina dal lato della tensione e ruota dal lato opposto: a causa di questo il bambino sarà portato a stare disteso sempre nella stessa posizione, aggravando così la deformità posizionale del cranio.

Ci sono varie possibilità di trattamento di questo tipo di disturbo: principalmente osteopatia, fisioterapia, utilizzo di specifici elmetti rimodellanti e le corrette indicazioni da dare ai genitori che possono ridurre enormemente il problema.

E’ possibile palpare e valutare la plagiocefalia e la deformità del cranio tramite precise capacità manuali e di comprensione delle disfunzioni craniche specifiche. Dopo questa valutazione iniziale l’osteopata può trattare con manovre estremamente dolci e caute il cranio del neonato e, nel corso delle sedute, ottenere un vero e proprio “rimodellamento” della morfologia del cranio spesso riportando in una buona simmetria l’allinenamento degli occhi e delle orecchie e ottenendo una maggior armonia nei lineamenti e nelle forme.

Questo tipo di trattamento delle deformità del cranio, potrebbe contribuire alla prevenzione di scoliosi, difetti a livello cranio facciale e disturbi derivati dalle alterazioni della forma del cranio (disturbi visivi, disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, miglioramento nelle capacità di movimento del neonato, miglioramento del suo ritmo sonno veglia, riduzione di alcuni disturbi viscerali (reflusso e altro). Queste, per ora, sono aspettative e supposizioni che devono ancora trovare effettiva conferma in ambito scientifico.

In ogni caso è FONDAMENTALE la diagnosi medica prima di procedere con il trattamento osteopatico: a volte delle plagiocefalie che si presentano estremamente benigne sono frutto invece di saldatura anomala di alcune suture, anche estremamente difficili da investigare.

Fonte: Tutto osteopatia, Emiliano Zanie

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