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OSTEOPATIA E TRATTAMENTO PROFONDO DEL MUSCOLO ILEOPSOAS - D.O. Giuseppe Totaro
PATOLOGIE CORRELATE E L’IMPORTANZA DI TRATTARLO E RILASSARLO

Osteopatia e trattamento del muscolo ileopsoas

Il muscolo psoas o ileo-psoas è formato da tre porzioni distinte (grande psoas, piccolo psoas e iliaco), è situato nella regione lomboiliaca e si estende fino alla regione anteriore della coscia; collega quindi le gambe alla colonna vertebrale stabilizzando il nostro corpo e sostenendo la struttura ossea. Questo muscolo, con la sua azione flette e ruota esternamente l’anca e la coscia e flette e inclina lateralmente il tronco.

In particolare il muscolo psoas origina dalle vertebre toraciche ed è associato a ciascuna delle cinque vertebre lombari della parte inferiore della schiena (da t12 a l5). Si estende verso il basso attraverso il bacino per fissarsi al piccolo trocantere del femore con il muscolo iliaco. Svolge un’azione cruciale nel prevenire le lombalgie ed è il principale protagonista nel determinare la posizione del bacino e del tratto lombare e, di conseguenza, dell’intera postura.

Osteopatia e trattamento del muscolo ileopsoas

Osteopatia e trattamento del muscolo ileopsoas

Nella cultura orientale è considerato il “muscolo dell’anima“ (una fonte di energia spirituale) ed è particolarmente sensibile agli stati emotivi, cosa che studi recenti hanno confermato. Il sistema nervoso centrale e, di conseguenza tutta l’area legata alle emozioni, è strettamente collegata con lo psoas che reagisce agli impulsi nervosi del cervello e del diaframma, anche questo un muscolo dei sentimenti (in italia, più del 40% della popolazione sopra i 25 anni soffre di lombalgia; nell’80% dei casi il problema non è specificamente della colonna vertebrale ma dovuto ad altri fattori tra cui depressione, stress, sovrappeso e bassa autostima).
Tenere allenato questo muscolo è perciò fondamentale per il movimento, la funzionalità articolare, l’equilibrio e, in generale, per il nostro benessere psico-fisico. Quando siamo sotto stress o abbiamo paura il nostro corpo produce adrenalina che mette in tensione lo psoas: il cervello invia inputs in base ai quali il corpo si prepara a correre oppure a immobilizzarsi (tipiche reazioni primordiali della paura).

Se questi feedback accadono troppo spesso lo psoas si accorcia e si irrigidisce causando diverse patologie quali l’insorgenza di sciatica, rotazione /degenerazione dell’anca o del ginocchio, muscoli di una parte del corpo accorciati, colonna vertebrale non allineata correttamente, baricentro spostato, il malfunzionamento degli organi dell’addome, mestruazioni dolorose, problemi durante la digestione, alle spalle e alla schiena. Oltre che sulla postura, lo psoas influisce anche sulla respirazione, sulla corretta circolazione dei fluidi ed infine sul sistema immunitario.

Osteopatia e trattamento del muscolo ileopsoas

Osteopatia e trattamento del muscolo ileopsoas

L’allenamento dello psoas, proprio perché collegato direttamente alle emozioni, potrebbe aiutarci a superare l’ansia e, in generale, l’accumulo di stress. Grazie a dei semplici esercizi e a delle terapie manuali (massaggio), la libertà dalle contrazioni di questo muscolo favorisce la risoluzione di tutte le patologie sopra indicate e inoltre rende più equilibrati il ritmo cardiaco e la respirazione. Da non sottovalutare è anche il benessere psicologico e spirituale: se lo psoas è flessibile l’energia vitale può fluire attraverso il centro del corpo senza incontrare resistenze.
Le tensioni del muscolo psoas creano una pericolosa reazione a catena incidendo fortemente sulla postura portandoci a inarcare in modo scorretto la schiena, alla chiusura delle spalle, all’affondamento del cuore e alla “costrizione” dell’intestino. Una contrazione cronica del muscolo psoas (dettata da stress, bassa autostima e/o depressione, attività ripetitive, esercizi scorretti) ne provoca un accorciamento con il risultato di limitare il campo di movimento dell’anca, generare una forte tensione su tutta la zona lombare fino a provocare la rotazione del ginocchio (sono le conseguenze del disallineamento mostrato nella foto ). Quando la tensione del muscolo psoas provoca questa asimmetria, nel nostro corpo vi sarà un lato più contratto (quindi più corto!) rispetto all’altro.

L’inclinazione del bacino provoca una deambulazione scorretta (l’andatura non sarà visibilmente scorretta ma i nostri muscoli, così come ossa e articolazioni, giorno dopo giorno, ne risentiranno) che a sua volta provoca la compensazione della colonna vertebrale fino a colpire capo e collo che cercheranno di compensare l’asimmetria. Le tensioni a carico del tronco riducono lo spazio per i nostri organi interni che, a lungo andare, potrebbero perdere di efficienza: il sintomo più frequente è un modello di respirazione disfunzionale che in alcuni casi può amplificare il disturbo dell’ansia. Per di più, quando le gambe sono disallineate, il peso del busto è distribuito in modo errato andando a compromettere l’intera stabilità del corpo.

Trattamento

I trattamenti più efficaci sono il massaggio profondo del muscolo e lo stretching, gli esercizi potrebbero non essere adatti a tutti. Se sospettate di avere un serio problema posturale o peggio di cifosi, scoliosi o lordosi, rivolgetevi a un esperto del settore (posturologo, massaggiatore, ecc.). Chi ha un problema di lordosi, prima di fare gli esercizi, dovrà fare degli esercizi preliminari di respirazione per poter allineare la parte bassa del tronco al pavimento. Ancora, chi ha problemi di scoliosi e cifosi, dovrà porre particolare attenzione alla parte alta del tronco e “aprire” correttamente le spalle. Durante gli esercizi bisogna ridurre i livelli complessivi di tensione: ammorbidite la mascella, le spalle, parte superiore della schiena, pancia, zona pelvica e le articolazioni dell’anca. Fate respiri lunghi e profondi, respirare a bocca aperta vi aiuterà. Gli esercizi indicati con i numeri 1-2-3 hanno più una funzione di potenziamento del muscolo mentre i successivi 4-5-6 sono di allungamento e distensione; esistono in ogni caso una miriade di altri esercizi come ad esempio la famosa posizione yogica del “cobra” ecc.
Durante gli esercizi mantenete il bacino stabile abbandonando l’intera parte posteriore del corpo sul pavimento (es 1-4-6) o perpendicolare ad esso (5) a seconda dell’esercizio; non dovete permettere che la parte bassa della schiena si inarchi. Stabilizzando il bacino, estendete (5-6) o fate penzolare (4) la gamba e di conseguenza lo psoas si allungherà.

Mantenete ogni posizione contando fino a 20/30 o fino ad un massimo di 2-3 minuti. Fate gli esercizi per entrambe le gambe (non solo per quella con lo psoas più teso, nel caso riducete il tempo per il lato in condizioni migliori).
Inoltre secondo Liz Koch, autrice del libro ‘The Psoas Book‘, lo Psoas avrebbe un legame diretto con la parte più antica del nostro tronco encefalico e del midollo spinale, chiamata cervello rettile, che sarebbe la a sede degli istinti primari dell’essere umano, quali la difesa, la risposta attacco-fuga, l’accoppiamento. Koch ritiene che il nostro veloce ritmo di vita moderno (che funziona sull’adrenalina del sistema nervoso simpatico) cronicamente manda segnali di attivazione allo psoas – rendendolo letteralmente pronto a correre o combattere.

In sintesi:

Lo Psoas, a causa di stress e tensioni, riceve il segnale di contrarsi da parte del sistema nervoso. Queste contrazioni reiterate si trasferiscono conseguentemente a tutti gli organi cui è connesso, creano pressione sui nervi, interferiscono con il movimento dei fluidi e soprattutto ostacolano la respirazione diaframmatica.
Se queste contrazioni diventano croniche il muscolo tende ad accorciarsi portando ad una serie di condizioni dolorose, tra cui mal di schiena, dolore sacro-iliaco, sciatica, spondilosi, scoliosi, degenerazione dell’anca, dolore al ginocchio, mestruazioni dolorose, infertilità e problemi digestivi.

Come prendersene cura

Lo Psoas sarebbe come un organo che rappresenta e canalizza la nostra energia, ci collega alla terra creandoci un sostegno che poi ci permetta di fare fluire questa energia e vitalità nella nostra colonna vertebrale e nella nostra vita. Quando siamo affaticati, tristi, scoraggiati e chiusi lo sarà anche il nostro Psoas. Quando invece abbandoniamo tensioni e pensieri, ci dedichiamo a noi stessi e soprattutto troviamo un momento per ascoltarci e respirare, possiamo avviare un processo di rigenerazione profonda della nostra energia, che ci porterà ad una migliore salute complessiva di tutto il nostro organismo.
Discipline come lo yoga, il pilates, allineamento dinamico e altre tecniche di stretching o postura possono fornirvi strumenti pratici per iniziare a conoscere ed allentare questo muscolo, mentre trattamenti professionali possono aiutarci ad intervenire su situazioni croniche che difficilmente riusciamo a ‘disinnescare’ da soli. La cosa intrigante del lavoro sullo Psoas è che in pratica dobbiamo trovare un modo di dirgli di ‘smettere di contrarsi’. Dobbiamo riuscire ad allentare quelle tensioni continue di cui spesso non siamo nemmeno coscienti, che gli inviano segnali di attivazione. Dobbiamo rilassarci, allentare il controllo, lasciarci andare.
In pratica mentre uno Psoas in attivazione corrisponde a una dimensione di ‘pericolo, controllo, attenzione elevata’, uno psoas disponibile e morbido ci porta nella dimensione del gioco, della creatività, della possibilità e apertura. Ne consegue che tutte le attività che ci permettono di rilassarci, esprimerci e divertirci influiranno positivamente sulla salute del nostro Psoas. In pratica sulla nostra salute!

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