OSTEOPATIA E DISTORSIONE CAVIGLIA - D.O. Giuseppe Totaro

Osteopatia e distorsione caviglia

IL PIEDE

Il piede è un esempio di perfezione meccanica, esso deve distribuire e sostenere l’intero peso del corpo e spesso è sede di dolori, secondi solo a quelli del mal di schiena. Esso è formato da 26 ossa, unite in 33 articolazioni rinforzate da più di 100 legamenti. Il peso del corpo gli viene trasmesso dalla caviglia o articolazione tibio-tarsica, un complesso osteo-legamentoso a forma di mortaio.
La tibia ed il perone con i loro due malleoli sormontano ed avvolgono la parte superiore dell’astragalo che svolge il compito di trasmettere le forze alle altre ossa del piede. Tra tutte queste ossa sono tesi i legamenti, robuste corde fibrose, la cui rottura, conseguente ai traumi distorsivi più seri, comporta un aumento del gioco articolare con conseguente instabilità.

I movimenti del piede sono i seguenti:

  • Dorsiflessione
  • Flessione plantare, estensione.
  • Movimento verso l’interno, detto inversione.
  • Movimento verso l’esterno, detto eversione.

Osteopatia e distorsione caviglia

Osteopatia e distorsione caviglia
osteopatia e distorsione caviglia

L’articolazione della caviglia è classificata come ginglimo, è il talo o astragalo, stretto tra il malleolo laterale della fibula e quello mediale della tibia, a ricevere il peso tramite la tibia. A livello della caviglia la dorsiflessione e la flessione plantare sono i movimenti maggiori, mentre l’eversione e l’inversione sono irrilevanti; essi sono importanti principalmente a livello articolare del piede o tarsale. La disposizione delle ossa del piede è tale da creare tre archi: uno mediale, uno laterale, ed uno trasverso per ammortizzare tutto il peso che deve sostenere e supportare.

Le cause più comuni del dolore alla caviglia ed al piede sono: distorsioni, piede piatto, borsite della pianta, sperone calcaneare e scarpe non adatte.

Osteopatia e distorsione caviglia

Distorsione caviglia

La manipolazione Osteopatica di una caviglia distorta è molto indicata, aiutando a riposizionare le ossa del piede ed ad allentare le tensioni legamentose. In tal modo si recupera la mobilità in maniera completa e naturale. Purtroppo molti pazienti non subiscono il trattamento osteopatico ed in mancanza di ciò soffrono: di una certa instabilità articolare, perdita della flessibilità dell’arto, un costante disagio accompagnato da un fastidioso dolore che riduce la capacità del piede a sostenere il peso del corpo. Un massaggio Osteopatico profondo sul legamento dolente, per 15 minuti 3 volte a settimana, riduce i tempi di recupero.

TRATTAMENTO

Se il dolore è acuto e la caviglia è notevolmente gonfia, la manipolazione Osteopatica non viene fatta, si aspettano 4/5 giorni che il gonfiore si riduca e solo allora la manipolazione Osteopatica può essere applicata, seguita da un bendaggio funzionale, per dare il necessario supporto all’ articolazione.

Si consiglia, per far ridurre il gonfiore nel più breve tempo possibile, di tenere il piede in una bacinella con acqua calda e sale, facendo compiere alla caviglia ed al piede tutti i movimenti possibili in ogni direzione mentre è immerso. Talvolta provare a fare dei piccoli passi, poggiando sull’aspetto interno del piede è molto utile, ovviamente questo solo in caso di distorsione per pronazione. E’ bene sempre, in ogni caso, chiedere consigli all’Osteopata.

CASI CRONICI

Molto spesso, avviene che un piede che abbia subito un trauma non manifesti alcun problema, quando è coinvolto in movimenti ordinari, invece, durante un’attività intensa, si gonfi e dolga; questo molto probabilmente accade perché si sono formate delle cicatrici aderenziali, durante il processo incompleto di guarigione dal trauma subito in precedenza.

Il trattamento manipolativo Osteopatico consiste nello scollare le aderenze – un procedimento indolore e non invasivo.

Spesso, una manipolazione ad alta velocità e bassa ampiezza (thrust) del piede, risolve il problema del paziente.

TRATTAMENTO OSTEOPATICO PER DISTORSIONE PIEDE

La distorsione è la perdita momentanea ed incompleta dei rapporti articolari fra due capi ossei.

In Italia si stimano circa 5000 traumi distorsivi alla caviglia al giorno, questo significa che è uno dei traumi più comuni negli sport e nelle attività ricreative.

La distorsione alla caviglia è il più frequente trauma muscolo – scheletrico dell’arto inferiore.

Gli sport dove questo trauma è più frequente, in ordine crescente, sono: pallavolo (56%), basket (55%), calcio (51%) e la corsa di resistenza (40%).

Nella distorsione di caviglia quasi sempre rimane un dolore residuo abbastanza significativo che comporta una limitazione funzionale.

Anche dopo che il trauma è stato curato si ha una percentuale variabile di pazienti che lamentano una sintomatologia cronica caratterizzata da sinoviti, tendinopatie, rigidità, aumento di volume, dolore e insufficienza muscolare, associati o meno a instabilità del collo del piede con difficoltà a deambulare su terreni irregolari o episodi distorsivi recidivanti, a prescindere dal trattamento dell’episodio acuto.

Questo avviene perché il danno del trauma discorsivo non avviene solo a carico del tessuto legamentoso, ma anche del tessuto nervoso e muscolo – tendineo, intorno al complesso della caviglia. Nella maggior parte dei casi la caviglia si distorce a causa di un movimento brusco verso l’interno dell’intero piede (pronazione), quando avviene verso l’esterno (supinazione) l’esito è molto più traumatico, causando rotture dei legamenti e necessitando quindi l’intervento dell’ortopedico.

A causa di una distorsione tutte le ossa del piede non ritornano nella loro posizione anatomico-fisiologica. Molto spesso vi è uno stiramento di un particolare legamento che non guarisce e, o che rimane lasso, causando così dolori cronici, lasciando l’articolazione della caviglia viziata nel movimento verso una particolare direzione. La manipolazione Osteopatica di una caviglia distorta è molto indicata, aiutando a riposizionare le ossa del piede e ad allentare le tensioni legamentose. In tal modo si recupera la mobilità in maniera completa e naturale.

SINTOMI DELLA DISTORSIONE

Dolore vivo, localizzato a livello della zona anteriore del malleolo peroneale, che insorge durante la palpazione; tumefazione modesta o cospicua a livello periarticolare ed articolare, segno della rottura della piccola arteriose passante sopra il legamento peroneo – astragalico anteriore (segno di Robert – Jaspert); limitazione funzionale causata dal dolore che il paziente avverte durante i movimenti dell’articolazione; instabilità dell’articolazione tibio – tarsica.

TRATTAMENTO DISTORSIONE
È diviso in tre fasi: acuta, sub – acuta e di rieducazione funzionale.

FASE ACUTA
Il protocollo più accreditato per le lesioni acute è il P.R.I.C.E. Protection, Rest, Ice, Compression, Elevation.

In fase acuta gli obiettivi sono l’immobilizzazione, la diminuzione degli “irritanti chimici” che causano dolore e favoriscono la “stasi tessutale” (edema), la prevenzione di ulteriori sollecitazioni meccaniche della struttura lesa.

Da un punto di vista osteopatico, l’osteopata, prima di agire direttamente, deve:

  1. verificare la presenza di fratture o distacchi parziali di osso o periostio;
  2. verificare la presenza di rotture dei legamenti complete o parziali.

Nelle distorsioni gravi, i dolori sono più importanti sulle inserzioni dei legamenti e nel test dell’astragalo troveremo una ipermobilità. Il paziente può stare in piedi e i sintomi non sono in rapporto con la lesione. Nelle lesioni benigne c’è una continuità delle fibre legamentose ed il dolore sarà generalmente su tutto il decorso dei legamenti interessati.

In questa fase acuta, quindi dopo aver tolto eventuali fasce o tutori, bisogna controllare: calcagno (perché è l’osso principale del piede); astragalo rispetto al calcagno (il calcagno distribuisce il peso e l’astragalo lo distribuisce nei due piani); coppia scafoide cuboide (per lo stesso motivo); Interlinea di Chopart; astragalo rispetto alla pinza malleolare; articolazione peroneo-tibiale superiore (controlla e comanda il perone); membrana interossea e sistema fasciale del piede; articolazione peroneo tibiale inferiore; articolazione peroneo astragalica; astragalo rispetto al calcagno; legamenti; rotazioni del ginocchio (movimenti del perone in quanto lì si ancora il legamento collaterale esterno del ginocchio che si tendono in rotazione esterna della tibia, quindi se c’è un difetto dell’articolazione peroneo astragalica inferiore o peroneo tibiale inferiore, succede che il perone avanza e fa una rotazione interna comportando così un rilasciamento del collaterale esterno. La tibia per compensare a questo rilasciamento va in rotazione esterna facendolo contrarre); eventuali lesioni interossee (essendo l’osso formato da sali, in seguito ad un grosso trauma si creano delle crepe e l’osso non ha più la capacità di adattarsi); controllo viscerale in caso di disturbi abituali (soprattutto la membrana interossea ha la caratteristica di avere la stessa origine delle fasce che avvolgono l’intestino ecc. causando una sofferenza).

FASE SUBACUTA

In questa fase lo scopo del trattamento è quello di sottoporre il tessuto leso ad una serie di sollecitazioni meccaniche, utili per promuovere l’orientamento fisiologico delle varie strutture.

Gli obiettivi di questa fase sono: l’eliminazione del dolore, il recupero dell’articolarità, l’eliminazione dello spasmo muscolare e dell’edema, il recupero della forza muscolare. Per raggiungere questi obiettivi si utilizzano massaggi, terapie fisiche, tecniche di mobilizzazione, la cinesiterapia, la crioterapia. Il trattamento manipolativo Osteopatico consiste nello scollare le aderenze, è un procedimento indolore e non invasivo.

FASE DI RIEDUCAZIONE

Gli obiettivi di questa fase sono: recupero della propriocettività e della forza, prevenzione delle recidive.

L’osteopatia in questa fase, oltre a intervenire sulla zona traumatizzata, inserisce la distorsione della globalità dell’individuo per evitare e prevenire che tale trauma possa inficiare sulla normale funzionalità di altri distretti e sistemi come il ginocchio, l’anca, il bacino, la colonna, i visceri.

DISTORSIONE DELLA CAVIGLIA: TRATTAMENTO OSTEOPATICO

La distorsione della caviglia si presenta nel momento in cui il piede, compiendo un movimento forzato, va a superare i limiti fisiologici dell’articolazione e quindi della sua mobilità.

L’alterazione articolare che comporta una distorsione della caviglia è generalmente di tipo non permanente: attraverso la manipolazione osteopatica è possibile riposizionare le ossa che compongono il piede e allentare le tensioni legamentose, agevolando la riabilitazione.

Uno degli episodi traumatici che più frequentemente colpisce l’apparato locomotore è proprio la distorsione della caviglia. Le cause sono molteplici, più comunemente si presenta dopo un movimento brusco del piede sia in eversione (pronazione, valgismo, abduzione) che in inversione (supinazione, varismo, adduzione).

Nel momento in cui la distorsione della caviglia si presenta dopo una supinazione, il risultato è spesso traumatico, andando ad incidere notevolmente sul legamento laterale. Nelle sollecitazioni a seguito di una pronazione invece, è più probabile una frattura al malleolo esterno seguita da un’eventuale lesione di uno o entrambi i fasci del legamento deltoideo.

La distorsione della caviglia si può presentare con maggiore incidenza in pazienti con il malleolo peroneale più lungo rispetto al tibiale, maggiore robustezza del legamento deltoideo e con maggior frequenza negli sportivi con morfotipo cavo supinato rispetto al piatto pronato.

Altre cause che predispongono alla distorsione della caviglia possono essere:

  • traumi da contatto;
  • terreno sconnesso;
  • appoggio del piede sbagliato;
  • ricaduta dopo un salto;
  • calzature non adatte o che provocano un’andatura scorretta;
  • instabilità a seguito di altri traumi o precedenti distorsioni;

Nel momento in cui una distorsione della caviglia non si risolve in maniera autonoma, causando dolori cronici e lasciando la caviglia viziata nel movimento, si può ricorrere all’Osteopatia.

TRATTAMENTO MANIPOLATIVO OSTEOPATICO

Il trattamento manipolativo osteopatico nel caso di distorsione della caviglia è particolarmente indicato per aiutare il piede a riacquistare la sua normale posizione e ad allentare la tensione legamentosa. In questo modo vi è un recupero completo e naturale della mobilità articolare.

L’osteopata non agisce nel momento in cui la caviglia presenta gonfiore e duole al contatto, è opportuno attendere che il gonfiore si attenui prima di eseguire il trattamento. Successivamente, la manipolazione può essere accompagnata da un bendaggio funzionale o da un’applicazione con Taping Elastico, che agevolano il recupero della mobilità supportando l’articolazione e facendo in modo che il piede non subisca ulteriori vizi nel movimento. L’applicazione con Taping Elastico® può essere svolta anche con bendaggio drenante, così da aiutare la caviglia a sgonfiarsi in maniera più rapida.

Per migliorare la mobilità dell’articolazione, la manipolazione osteopatia va a ridurre le compressioni presenti e inibire le tensioni tissutali, l’ipertono dei muscoli dell’arto inferiore e la membrana interossea strettamente interconnessa al sistema tibia-perone. Successivamente, tramite massaggio fasciale e articolare, è possibile trattare l’articolazione interessata con tecniche decompressive, andando a ripristinare la biomeccanica di tutto il piede e della caviglia.

L’intervento dell’Osteopatia nella guarigione da distorsione della caviglia risulta essere un rapido e valido aiuto nella riabilitazione completa dal trauma.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Resta aggiornato sui nuovi corsi.

Scopri tutte le novità con gli articoli del nostro Blog.

You have Successfully Subscribed!