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SPERIMENTIAMO LE VIBRAZIONI: PERCHÈ UNA VIBRAZIONE SONORA DOVREBBE ESSERE CURATIVA? - D.O. Giuseppe Totaro

Osteopatia applicata anche al campo vibrazionale

Tutto in natura è vibrazione. Ogni parte del nostro corpo è costituita da atomi che vibrano in distinte frequenze. Un organismo sano vibra a frequenze ben determinate come un qualsiasi strumento musicale ben accordato. Pensiamo al suono come a qualcosa che possiamo ascoltare solo attraverso le nostre orecchie, ma nella realtà il suono ha la capacità di penetrare e attraversare i corpi. Grazie alle campane tibetane, si realizza il cosiddetto “massaggio sonoro”, effettuato secondo le tecniche della suonoterapia e dei principi della medicina vibrazionale.steopatia e campi vibrazionali

Osteopatia e campi vibrazionali

Le diverse campane, percosse dolcemente, si mettono in vibrazione e, come un sassolino che cadendo in un lago mette in movimento l’acqua formando onde concentriche che si propagano, l’onda sonora della campana si propaga nei tessuti, muscoli, tendini, organi del nostro corpo composto anch’esso al 70% d’acqua. Ogni singola cellula viene “massaggiata” lievemente aiutandola a riacquistare la frequenza vibratoria naturale ed armonizzarsi con il resto del corpo.

Osteopatia e campi vibrazionali

Osteopatia e campi vibrazionali

Infatti ogni singola cellula del corpo venendo massaggiata dolcemente ed armonizzata riacquista la sua frequenza vibratoria naturale ritornando in ‘armonia’ con il resto del corpo e con l’universo. I benefici ottenuti con il massaggio sonoro vanno da un dolce rilassamento all’applicazione mirata a risolvere contratture muscolari e nodi energetici.

Osteopatia e campi vibrazionali

Le vibrazioni e i suoni prodotti dal massaggio sonoro con le campane tibetane, attraversano le cellule e risuonano nel nostro corpo, attivando una serie di processi chimici e metabolici che a loro volta, condizionano i processi fisiologici. Questi suoni armonici e melodici, hanno effetto quasi immediato sulla respirazione, il ritmo cardiaco, la circolazione e la pressione sanguigna. I suoni profondi e primordiali che le campane emanano, hanno quindi la capacità terapeutica di risvegliare e riequilibrare l’armonia del nostro sistema fisico, emozionale e psichico.

PRINCIPI DELLE CAMPANE TIBETANE
  • Rilassamento profondo immediato
  • Miglioramento dei livelli di stress
  • Armonizzazione di ogni singola cellula del nostro corpo
  • Riduzione dell’ansia e nervosismo
  • Miglioramento della memoria e della concentrazione
  • Riequilibrio della sfera emozionale
  • Miglioramento del sonno
  • Decontrazione muscolare
  • Migliora la percezione del proprio corpo
  • Stimolazione del sistema immunitario e della capacità di auto-guarigione

Origini e storia

Le campane tibetane sono strumenti originari del Tibet, Nepal e India, ma vengono prodotte anche in altri paesi come Cina, Giappone e Corea; i primi esemplari però sono senza dubbio stati prodotti in Tibet, nella regione Himalayana anche se la storia è ancora avvolta dal mistero.

Per questo motivo le campane tibetane provenienti dal Tibetsono quelle più ricercate sia per la loro qualità costruttiva e sonora, sia per la loro manifattura.
Questi strumenti sono considerati da molti popoli come una forma pura di suono, ovvero di vibrazione poliarmonica e per questo sono considerati come strumenti vibrazionali.

 

Composizione e struttura

A differenza delle classiche campane che tutti conosciamo, la campana tibetana non viene appesa capovolta con il batacchio all’interno, ma è una campana statica da tenere in mano o a terra con la parte cava rivolta verso l’alto.
La composizione è la parte che forse rende le originali campane tibetane molto costose e difficili da trovare: sono infatti composte da una particolare lega di sette metalli, ognuno dei quali legato a un dei pianeti del nostro sistema solare: Oro = Sole; Argento = Luna; Mercurio= Mercurio, Rame = Venere; Ferro = Marte; Stagno = Giove; Piombo = Saturno.
Il suono emesso cambia in base a diverse caratteristiche della campana quali la proporzione con cui sono presenti i vari componenti metallici, lo spessore e la forma della campana stessa. I sette metalli sono quelli base, ma per esempio in una campana tibetana conservata al British Museum sono stati analizzati e trovati ben 12 metalli: argento, nichel, zinco, rame, cadmio, arsenico, ferro, antimonio, stagno, piombo, cobalto e bismuto. L’esatta ricetta per ottenere la lega originale è tutt’oggi un mistero e i dibattiti sono ancora molto accesi.
 

Utilizzo tradizionale

Ancora oggi le campane tibetane sono utilizzate nella tradizione lamaista nei monasteri per cerimonie e meditazione grazie alla loro capacità di riprodurre correttamente il suono dell’OM. L’utilizzo è semplice da spiegare, ma richiede un po’ di pratica per riuscire a suonarle bene, quindi non abbattetevi se non riuscite subito. La ciotola va impugnata nella mano sinistra tenendo a contatto con essa tutte e cinque le punte delle dita; in questo modo consentirete alla campana la massima vibrazione fisica e da un punto di vista zen rappresenta l’energia femminile Yin (campana) sostenuta dalle cinque “buddhità”, manifestazioni del Buddha; i sette metalli rappresentano invece i pianeti e quindi il cielo (yang).

Da questa posizione impugnate con la mano destra il bastoncino, in genere coperto di pelle, che vi hanno dato assieme alla campana e cominciate a farlo scorrere sul bordo della campana: dopo qualche giro (quindi non immediatamente) e tentativo con più o meno pressione (iniziate proprio sfiorando e poi aumentate) sentirete la vostra campana suonare.
Adesso che siete riusciti a farla suonare più o meno bene, provate a portarla all’altezza del cuore (più precisamente al chakra del cuore) e continuate col movimento facendo girare il bastoncino in senso orario e con la mano destra: delle sensazioni molto particolari potrebbero avvolgervi in quanto state mettendo in relazione l’energia sonora della campana con quella del cuore. Ricordiamoci sempre che ogni campana ha il suo suono ed è comunque diverso dalle altre (salvo forse per quelle prodotte industrialmente, ma a cui non facciamo neanche riferimento in questo articolo). Chiamata anche singing bowl (ciotole cantanti) sarà un valido supporto per tutte le vostre pratiche che necessitano di rilassamento e meditazione (o la preghiera) come attività di base.
Le proprietà strutturali delle vere campane tibetane consentono ai loro suoni di esser in armonia con le vibrazioni dei vari pianeti e di trasmetterle a chi le suona o le ascolta. Scientificamente parlando si potrebbe spiegare questo fenomeno come una “concordanza di fase” quello cioè che permette a due onde di unirsi e vibrare allo stesso modo: lo stesso avviene con i pendoli che se affiancati tenderanno a oscillare dopo un po’ allo stesso ritmo.

Alcune ricerche hanno evidenziato come quando vengano suonate, le campane tibetane emettano onde alfa, particolari onde cerebrali, regolari e sincronizzate, caratterizzate da frequenze comprese tra gli 8 e i 12 Herz: queste onde sono rilevabili durante la veglia ad occhi chiusi o nei momenti appena prima di addormentarsi.

Diverse applicazioni

Viste e considerate le caratteristiche delle campane tibetane potremmo consigliarne l’utilizzo in tutti quei momenti in cui necessitiamo di rilassamento come durante la meditazione o quando ci concentriamo sulla rrespirazione o su noi stessi (introspezione). Possono essere un ottimo accompagnamento per lezioni di yoga, di pilates, di postural trainer o in qualsiasi attività in cui sia fondamentale sentire il proprio corpo e la postura rimanendo concentrati su se stessi.
Molto interessante risulta il lavoro sui sette chakra, visto anche il chiaro riferimento con i sette pianeti del sistema solare e i sette metalli di cui è composta la campana tibetana: il consiglio è quello di usare una campana più grande (anche da 1.500 grammi) per il chakra inferiori, mentre una più piccola (intorno ai 300-320 grammi) per i chakra superiori; in questo modo la frequenza più basse e potente della prima entrerà più facilmente in risonanza con i primi, mentre la seconda con quelli più alti (in particolare con il sesto).

Osteopatia e campi vibrazionali

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