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 Lombalgia : Sintomo dello squilibrio del Sistema Tonico posturale.

Studio su 100 pazienti sofferenti di LBP trattati con la Riprogrammazione Posturale Globale metodo dr. Bricot

 

Introduzione

La lombalgia (LBP) nel mondo è tra le principali cause di consultazione medica, di assenze da lavoro, di consumo di farmaci. La sua patogenesi è ancora discussa; in letteratura epidemiologica sono stati ipotizzati diversi e potenziali fattori di rischio rapportati alle caratteristiche fisiche, allo stile di vita, alle circostanze economiche, ma non sono state trovate evidenze certe; Charlotte Lebaeuf-Yde nel suo studio ha concluso che esistono dati insufficienti per accertare che il sovrappeso sia una vera causa di LBP, Waddell e Burton affermano che esistono poche evidenze convincenti che il lavoro sia fisicamente dannoso per la schiena, Glaser che l’impatto clinico del tempo sul LBP sembra molto modesto; Hestbaek, in un’analisi della letteratura, ha concluso che non esiste nessuna evidenza che sostenga l’affermazione secondo cui l’80 % dei pazienti affetti da mal di schiena si liberi dal dolore nel primo mese; Croft e coll. ha rilevato che, nella pratica generale, il 75 % dei pazienti con lombalgia presenta ancora dolore dopo 1 anno, per cui la lombalgia sembra non essere autolimitante, ma caratterizzata dalla variazione e dal cambiamento, come se ci fossero degli adattamenti progressivi con degli spike dolorosi, piuttosto che dalla guarigione spontanea. Si è cercato di dare una etiologia biomeccanica  chiamando in causa l’obliquità del bacino, la gamba corta, i muscoli stabilizzatori lombopelvici, senza riuscire ad individuare delle correlazioni certe con il LBP. La vasta diffusione del LBP che interessa indistintamente i sessi, tutte le fasce di età, tutte le attività lavorative, lascia ipotizzare un’origine comune che esula dal sesso, dall’età, dallo stile di vita, ma che viene influenzata nella sua incidenza e nella sua temporalità dalle sollecitazioni quotidiane differenti, in questo caso, per sesso, per età e per attività lavorativa; l’unico denominatore comune è il corpo umano e la sua relazione con la forza di gravità. Diversi autori hanno relazionato sul sistema propriocettivo e sul comportamento del LBP nei vari movimenti nello spazio, ma come afferma Sahrmann esistono poche ricerche di valutazione del rapporto tra postura  e mal di schiena; Bricot ha postulato il concetto del sistema tonico posturale (STP) quale sistema cibernetico ad entrate multiple formato da un computer centrale, rappresentato dal cervello e dai centri sottocorticali, che posiziona i muscoli ed il corpo nello spazio in relazione alle informazioni che riceve dagli eso ed endorecettori periferici,senza nessuna capacità di autocorrezione delle informazioni errate, ma di autoadattamento alle stesse, con conseguenti bascule sui cingoli scapolare e pelvico e conseguente stress muscolo-scheletrico che potrebbe essere all’origine del LBP. Ritenendo per assurdo che la teoria di Bricot fosse valida, abbiamo voluto verificare in clinica le reali relazioni tra lo squilibrio del  STP ed il mal di schiena.

Lo studio

Progetto : Lo scopo di questo lavoro è dimostrare che realmente lo squilibrio del STP è alla base della sintomatologia lombalgica.

Ipotesi di lavoro : Ammesso per assurdo che la lombalgia è il sintomo dello squilibrio del STP, la semplice correzione dei recettori (RPG) dovrebbe apportare un apprezzabile miglioramento del quadro clinico.

Ipotesi nulla : La correzione dei recettori del STP non apporta nessun miglioramento del quadro clinico.

 

Materiale e metodo 

Questo studio è stato realizzato su di un campione di 100 persone (n=100) sofferenti di lombalgia comprese, secondo la Quebec Task Force,  nelle categorie:

1 – dolore senza irradiazione

2 – dolore con irradiazione agli arti prossimalmente

3 – dolore con irradiazione agli arti distalmente

10 – sindrome del dolore cronico

In rapporto alla temporalità, nella categoria :

3 – cronica ( oltre 7 settimane)     81 pax (3-12 mesi)  19 pax (> 12 mesi)

Variabili indipendenti. Il gruppo di studio è composto da 62 pazienti di sesso femminile e di 38 pazienti di sesso maschile, di età compresa tra i  18 e gli 80 anni, con media di 47.

Variabili dipendenti. La ricerca è stata effettuata con:

      RPG secondo metodica dr. Bricot  consistente in:

  • correzione del recettore piede con suolette di biostimolazione frequenziale ( 100% dei casi)
  • correzione del recettore occhio con ginnastica oculare, inosina monofosfato, stimolazione magnetica secondo Baron (100%)
  • eventuale neutralizzazione del recettore bocca con bite notturno liscio e spesso (15%)
  • eventuale neutralizzazione della gamba corta ( 30 %)
  • eventuale neutralizzazione di cicatrice.( 2 %)

pedana stabilometrica tipo SABOT dinamometrici secondo le norme AFP 85 e AFP 99,   registrazioni effettuate a 40 Hz per 51,2 sec., per la valutazione della superficie (S), della lunghezza (L), della X-media (X), della Y-media (Y),della lunghezza in funzione della superficie (LFS), della varianza in funzione di Y (VFY), del quoziente di Romberg (QRBG);

questionario ordinale di valutazione dello stato di salute (protocollo EVA) con risposta numerica (0-10), suddiviso in 6 settori di indagine: localizzazione del dolore e sua intensità, ritmo del dolore, componente emotiva, limitazioni dell’attività fisica, utilizzo di farmaci, blocchi vertebrali;

riprese fotografiche per documentare i recettori ed i  piani scapolari in AP LL PA.

Risultati

All’esame clinico della prima visita sono rilevati i seguenti errori del STP:

recettore piede : 25 pazienti con piedi valghi, 65 con piedi disarmonici, 24 con piedi a  doppia componente, 10 con piedi vari;

recettore occhio : 42 pazienti con divergenza destra, 58 con divergenza sinistra;

recettore stomatognatico: 68 in classe I, 22 in classe II, 10 in classe III;

piani scapolari: 3 pax con piani scapolare allineato con frecce normali,  41 pax con piani scapolari allineati con frecce aumentate, 12 pax con piano scapolare posteriore,  37 pax con piano scapolare anteriore,7 con piano scapolare allineato con frecce ridotte; queste rilevazioni iniziali hanno mostrato variazioni già al primo controllo, ma più marcatamente ai 10 mesi (fig.1-2-3).

I test stabilometrici, rilevamenti effettuati senza correzioni del STP sia ad occhi chiusi (OC) che ad occhi aperti (OA), sono stati analizzati con il test t di Student per fattori accoppiati. Fissato il valore significativo “p” a 0,05, non hanno registrato evidenze statisticamente significativa sia le superfici (S) che la X-media (fig.4-5); modifiche statisticamente significative hanno evidenziato tutti gli altri parametri di valutazione (tab.1).

Importante è la riduzione della lunghezza (L) sia ad occhi aperti che ad occhi chiusi e soprattutto ai 10 mesi (fig.6); ciò fa sì che la LFS risulti ampiamente più vantaggiosa, soprattutto ai 10 mesi sia ad occhi aperti che chiusi (fig.7); di conseguenza anche il VFY risulta ampiamente cambiato ai 10 mesi (fig.8); il centro di pressione non ha mostrato variazioni evidenti sull’asse delle X quanto su quello antero-posteriore, infatti la Y-media  è ampiamente migliorata ad occhi aperti, ma soprattutto ad occhi chiusi ai 10 mesi (fig.9).

Il questionario EVA, le cui interviste sono state effettuate per ogni paziente nei tre momenti  da tre operatori diversi ed analizzato con il test di t di Student, mostra nella sua globalità un miglioramento di circa il 50% dello stato di salute già a 3 mesi, confermato ai 10 (fig.10);  i vari settori, valutati singolarmente, mostrano miglioramenti statisticamente significativi sia a 3 che a 10 mesi (fig.11-14-15).

Analisi

L’argomento di analisi di questo studio è il mal di schiena, per cui è doveroso iniziare valutando il comportamento del sintomo dolore e di conseguenza l’assunzione dei farmaci nei 10 mesi. Alla prima visita 60 persone (60%)  hanno dichiarato di soffrire in modo permanente di mal di schiena, 40 persone (40%)  in modo intermittente; di queste, al primo controllo, 16 persone (16%) hanno dichiarato che nei 3 mesi precedenti non hanno sofferto, 41 in modo raro (41%), 35 in modo intermittente (35%) e solo 8 persone (8%) hanno dichiarato di aver sofferto in modo permanente. Al secondo controllo il 69% ha dichiarato di non aver sofferto nell’ultimo semestre, l’8% ha sofferto in modo raro, il 15% in modo intermittente, l’8% in modo permanente.

Delle 60 persone (fig.16) che soffrivano di dolore permanente, il 16,6% non aveva più dolore a 3 mesi e ben il 58,3% ha dichiarato, al secondo controllo, di non aver più sofferto, mentre l’11,6% soffriva ancora in modo permanente.

Delle 40 persone (fig.17) che soffrivano in modo intermittente, a 3 mesi il 15% non aveva più dolore, ai 10 mesi l’85% non ha più sofferto, il rimanente 15% ha continuato ad avere dolore in modo intermittente.

Alla prima visita 76 persone (fig.18) hanno dichiarato di far uso di farmaci, il 35,5% sempre, il 23,7% spesso, il 40,8% in modo raro.

Al primo controllo il 50% ha dichiarato di non aver preso farmaci nei 3 mesi, il 41% in modo raro, solo il 5% in modo continuo.

Al secondo controllo il 76,3% ha dichiarato di non aver preso farmaci nel semestre precedente, solo il 5% ha fatto uso di farmaci in modo continuativo.

Delle 60 persone che soffrivano in modo permanente alla prima visita l’85% prendeva farmaci di cui il 26,6% sempre, il 23,3% spesso, il 33,3% in modo raro; ai 10 mesi il 62% ha dichiarato di non aver più preso farmaci, il 16,6% di averne fatto uso in modo raro, il 5% spesso.

Delle 40 persone che soffrivano in modo intermittente (fig.20) il 75% utilizzava farmaci, di cui il 30% spesso ed il 45% in modo raro; ai 10 mesi il 77,5% ha dichiarato di non aver più fatto uso di farmaci nel periodo.

Risulta evidente,da questi dati,che la semplice correzione dei recettori effettuati con la metodica del dr. Bricot ha risolto il mal di schiena al 70% dei sofferenti ed ha evitato che il 70% dei pazienti continuasse ad assumere farmaci. Il risultato che scaturisce dal protocollo EVA è confutato sia dalle evidenti variazioni recettoriali e posturali, rilevati dalle riprese fotografiche (fig.1-2-3), che dai rilevamenti della pedana stabilometrica (fig.25). La superficie dei gomitoli non ha mostrato variazioni apprezzabili come anche la X-media, ma la variazione della lunghezza (L) con conseguente apprezzabile variazione del LFS, della VFY, la variazione delle percentuali di carico sui piedi ai 10 mesi, avampiede (AP) e retropiede (RP) sia sinistro (AP p=0,05- RP p=0,02) che destro (AP p=0,05 RP p=0,01) dimostrano che i sistemi posturali  hanno riposizionato il proprio asse  in continuità con quello della forza di gravità, così da utilizzare minore energia muscolare per il mantenimento della statica,come ci testimonia ulteriormente il miglioramento statisticamente significativo del centro di pressione sull’asse antero-posteriore (Y-media) ai 10 mesi e soprattutto ad occhi chiusi; tutto ciò ha comportato il riposizionamento sui tre assi dello spazio del bacino con eliminazione dello stress muscoloscheletrico.

L’evidenza delle maggiori variazioni ai 10 mesi e soprattutto ad occhi chiusi testimonia il ruolo fondamentale che detiene l’appoggio plantare nella nostra statica e come la correzione della propriocettività del piede ed il suo conseguente riposizionamento, dovuto alla suoletta frequenziale, è fondamentale per l’equilibrio del bacino; inoltre appare chiaro che il riequilibrio del STP è un processo progressivo nel tempo composto da continui adattamenti nel tentativo di recuperare l’asse ottimale.

Conclusioni

I risultati verificati con questo studio rifiutano decisamente l’ipotesi nulla e affermano che il mal di schiena (LBP) è dipendente dallo squilibrio del STP per cui, per la proprietà transitiva, il mal di schiena (LBP) può essere considerato un sintomo dello squilibrio del STP. Anche se questi risultati sono  ottenuti con metodo indiretto,essendo impossibilitati ad  avere una campionatura con STP in perfetto equilibrio da squilibrare e poterne verificare il mal di schiena, non si può negare la stretta correlazione tra la semplice correzione dei difetti recettoriali ed il benessere raggiunto dai pazienti che si è tramutato in un globale miglioramento della qualità della vita, testimoniato soprattutto dal 30 % che ha riferito di aver avuto ancora dolore; per cui, non volendolo riconoscere come causa principale, non si può negare che  lo squilibrio del STP partecipa in modo sostanziale alla patologia, quindi, in ogni caso, andrebbe sempre riequilibrato il sistema.

Volendo confrontare questi risultati con quelli ottenuti da Hestbaek  nella sua revisione della letteratura sul LBP,  si evidenzia che, mentre con le varie altre metodiche terapeutiche, a 12 mesi  il 62% dei pazienti ha ancora dolore con una percentuale di recidive del 66%, con la RPG metodica Bricot il 70% dei sofferenti cronici di lombalgia ha risolto il problema e non ha preso più farmaci e non ha avuto recidive,mentre solo il 30 % ha avuto ancora dolore nei 10 mesi. In virtù della esperienza maturata con questa tecnica siamo portati a pensare che nel 30% che ha riferito ancora dolore il STP non si è riposizionato correttamente o per una errata RPG, o per eccessiva compromissione dello scheletro, di conseguenza siamo convinti che il sistema lavora fin quando non riporta l’asse del corpo in continuità con quella della forza di gravità, anche oltre i 10 mesi, per cui il nostro follow-up continuerà per verificarne la veridicità.

A cura di:

Dott. Antonio Fimiani

medico-chirurgo spec. in fisioterapia, idrologia medica; posturologo, vice presidente CIES-ITALIA

direttore sanitario Continental Terme  Ischia

dirigente ambulatorio di posturologia  presso clinica Mediterranea  Napoli

 

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