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“Seconda parte dell’articolo dedicato alla Spalla, nel primo articolo abbiamo parlato delle ossa della spalla (leggi qui l’articolo) , adesso vedremo insieme tutti i muscoli che rendono possibile i movimenti della spalla.”

I MUSCOLI DELLA SPALLA

I movimenti della spalla sono possibili grazie ad un sinergismo tra i muscoli tonici che stabilizzano e mantengono centrata la testa omerale nella glenoide, ed i muscoli fasici che possono conseguentemente muovere la spalla sul fulcro così stabilito senza innalzare l’omero.

Solo se gli uni stabilizzano la testa omerale, gli altri possono iniziare il corretto complesso movimento della spalla nel suo insieme.

Sono muscoli principalmente di stabilizzazione, ma non solo tali, il sopraspinoso, il sottoscapolare, ed il gran pettorale; mentre sono muscoli principalmente di movimento il deltoide e gli extrarotatori.

Ci sono 19 muscoli che controllano il cingolo scapolare, su un totale di 54 muscoli per tutto l’arto superiore, quattro dei quali costituiscono la cuffia dei rotatori.

La cuffia dei rotatori è formata dai tendini di muscoli sottoscapolare (intrarotatore), sopraspinoso, sottospinoso e piccolo rotondo (extrarotatori), che nel prendere inserzione sull’omero, si fondono tra loro e con la capsula articolare , dando origine ad un involucro muscolo-tendineo(una vera e propria cuffia) che fascia l’articolazione in tutti i suoi lati, ad eccezione di quello inferiore e si interpone fra la testa e l’acromion ed il deltoide.

Una borsa mucosa sottoacromiale e una sottodeltoidea (talvolta comunicanti) rendono più agevole lo scorrimento tra i piani che costituiscono nel loro complesso la pseudoarticolazione sottodeltoidea. (cfr. articolazione sottodeltoidea).

Sotto la parete anteriore della cuffia passa il tendine del capo lungo del bicipite, il cui tragitto è intrarticolare nel suo tratto superiore; tale tendine, assieme alla cuffia contribuisce all’azione di contenimento della testa omerale. (cfr. il tendine del capo lungo del bicipite)

I muscoli che s’inseriscono sul cingolo scapolare e che quindi controllano i vari movimenti della spalla possono essere classificati in questo modo:muscoli della spalla;

  • muscoli della spalla;
  • muscoli toraco-appendicolari;
  • muscoli spino appendicolari;
  • muscoli del braccio

 

MUSCOLI DELLA SPALLA

 Questi muscoli traggono tutti origine dalla cintura toracica e prendono inserzione sull’omero. Sono anche muscoli intrinsechi dell’arto superiore (fig.26 e fig.27).

DELTOIDE che origina dal terzo laterale del margine anteriore della clavicola, dall’apice e dal margine laterale dell’acromion e dal labbro inferiore del margine posteriore della spina della scapola e si inserisce sulla tuberosità deltoidea dell’omero.

Il muscolo solleva il braccio di 90°; il fascio anteriore ha un’azione di flessione ed intrarotazione; il medio di massima abduzione sull’omero; il posteriore ha un’azione di estensione, abduzione ed extrarotazione.

E’ innervato dal nervo ascellare (C4-C6).

SOPRASPINOSO che origina dalla fossa sopraspinata della scapola e si inserisce , passando sotto all’estremità acromiale della clavicola, all’acromion ed al legamento coraco-acromiale, sul tubercolo maggiore dell’omero.

Il muscolo abduce e ruota all’esterno il braccio in sinergismo con il muscolo deltoide. E’ innervato dal nervo sovrascapolare (C5). Il muscolo sovraspinoso è il principale stabilizzatore della scapolo-omerale.

Esso deprime la testa omerale, allontanandola dall’arco coraco-acromiale durante il movimento di abduzione extrarotazione; oltre i 60° di abduzione, esso è coadiuvato dai muscoli sottospinoso, gran dentato e gran rotondo, stabilizzatori secondari.

Il tendine del sopraspinoso è nastriforme e scorre nel canale osteo-fibroso coraco-acromiale. In condizioni di riposo i tendini del suddetto e del capo lungo del bicipite vengono a contatto con il terzo antero-inferiore dell’acromion; in intrarotazione, posizione spesso assunta dalla spalla sia nel lavoro abituale che nell’atteggiamento in cifosi, essi vengono spinti ancora più anteriormente ad esso.

SOTTOSPINOSO occupa la fossa omonima ed è triangolare ed appiattito.

Il muscolo trae origine dai ¾ mediali della fossa sottospinata e dal setto che lo separa dal muscolo piccolo rotondo.

I suoi fasci portandosi lateralmente terminano in un tendine che, passando sotto l’acromion e aderendo alla capsula fibrosa dell’articolazione della spalla , s’inserisce sul tubercolo maggiore dell’omero.

Il sottospinoso contraendosi ruota il braccio all’esterno, anch’esso stabilizza la scapolo-omerale. Il muscolo è innervato dal nervo soprascapolare (C5- C8).

PICCOLO ROTONDO è un muscolo allungato che origina dalla fossa sottospinata e si porta in alto e lateralmente per inserirsi, con un breve tendine, che aderisce alla capsula fibrosa dell’articolazione della spalla, sul tubercolo maggiore dell’omero.

Il piccolo rotondo contraendosi ruota all’esterno il braccio, anch’esso stabilizza la scapolo-omerale. Il muscolo è innervato dal nervo ascellare (C5).

GRANDE ROTONDO si trova inferiormente al precedente ed è anch’esso allungato. Origina al di sotto del piccolo rotondo, dalla faccia dorsale dell’angolo inferiore della scapola e si porta in alto per inserirsi sul fondo del solco bicipitale dell’omero e sul tubercolo maggiore.

Il grande rotondo contraendosi adduce il braccio intraruotandolo, azione simile a quella del gran dorsale anche se meno potente. Il muscolo è innervato dal nervo sottoscapolare (C5-C7).

SOTTOSCAPOLARE si trova nella sottoscapolare; anch’esso è appiattito e ha contorno triangolare. Origina dal fondo della fossa sottoscapolare ed i suoi fasci portandosi in alto, passano sotto al processo coracoideo, s’inseriscono sul tubercolo minore dell’omero.

Il sottoscapolare contraendosi adduce il braccio intraruotandolo; svolge un ruolo importante nella stabilizzazione della scapolo-omerale, viene infatti definito da alcuni autori “il vero guardiano della spalla”(ADAMS.F,HUMPRY.G.M,RANDELLI.M. cfr. pag.80 LA spalla di C.FALETTI, E INDEMINI). Il muscolo è innervato dai nervi sottoscapolari (C5-C6).

MUSCOLI DELLA SPALLA

Ad i muscoli della spalla, sono annesse diverse borse mucose che facilitano lo scorrimento dei piani muscolari e dei tendini d’inserzione.

Queste borse sono di notevole importanza vista la grande mobilità che l’articolazione della spalla presenta.

Le principali borse mucose sono:

  • la borsa sottoacromiale, tra la faccia superiore della capsula articolare e la faccia inferiore dell’acromion, è la più ampia del corpo umano poiché si estende superiormente sotto l’acromion ed il legamento coraco-acromiale (porzione subacromiale) e talvolta fin sotto il processo coracoideo (porzione incostante subcoracoidea); lateralmente è a contatto del tubercolo maggiore fino a coprire il canale bicipitale sotto il deltoide (porzione subdeltoidea).Per la sua funzione e per i suoi rapporti anatomici essa è precocemente interessata dai fenomeni degenerativi periarticolari.
  • borsa sottocoracoidea e sottodeltoidea che spesso sono unite alla precedente (cfr. borsa sottoacromiale) costituendone delle parti.
  • Borsa del coracobrachiale che si trova tra il tendine del capo corto del bicipite e quello del coracobrachiale e la capsula
  • Borsa sottotendinea del sottoscapolare e borsa del bicipite.

Sono meno costanti la borsa del grande rotondo, dorsale e pettorale.

MUSCOLI TORACO-APPENDICOLARI

 Questi muscoli traggono origine dalle coste e dallo sterno e raggiungono le ossa del cingolo toracico e l’omero. Sono anche muscoli estrinseci del torace ed estrinseci dell’arto superiore, a differenza dei precedenti (fig.28).

GRANDE PETTORALE è localizzato  anteriormente nel torace formando gran parte del cavo ascellare.

Il muscolo origina dai 2/3 mediali del margine anteriore della clavicola  dalla faccia anteriore dello sterno, dalle prime sei cartilagini costali e dal foglietto anteriore della guaina del retto dell’addome.

I suoi fasci si portano in alto e trapassano in un robusto tendine che va ad inserirsi sul tubercolo maggiore dell’omero e sul labbro laterale del solco bicipitale.

Il muscolo contraendosi adduce e ruota internamente l’omero, prendendo punto fisso sull’omero solleva il tronco come nell’atto di arrampicarsi. Il muscolo è innervato dai nervi toracici anteriori del plesso brachiale(C5-C8 e T1).

PICCOLO PETTORALE è posto profondamente al precedente.

Il muscolo origina mediante tre digitazioni tendinee dal margine superiore della 3°,4°e5° costa, in prossimità della cartilagine.

I suoi fasci si portano in alto e vanno ad inserirsi sul processo coracoideo della scapola.

Il muscolo contraendosi abbassa la spalla portando il moncone in avanti , basso e medialmente; mentre con i suoi fasci inferiori solleva le  coste(muscolo inspiratorio).

Il muscolo è innervato dai nervi toracici anteriori del plesso brachiale(C6-C7).

SUCCLAVIO ha una forma cilindrica ed è situato tra la clavicola e la prima costa. Il muscolo origina dalla faccia superiore della cartilagine costale della prima costa e portandosi in alto s’inserisce sul solco del succlavio presente sulla faccia inferiore della clavicola.

Il muscolo contraendosi abbassa la clavicola ed è innervato dal nervo succlavio del plesso brachiale(C5- C6).

DENTATO ANTERIORE O GRAN DENTATO è localizzato nella parete laterale del torace. Origina mediante 10 digitazioni carnose dalla faccia esterna delle prime 10 coste e, portandosi tra la parete laterale della gabbia toracica e la faccia anteriore della scapola (dove praticamente costituisce la scapolo-toracica; cfr. articolazione scapolotoracica) s’inserisce sulla faccia mediale della scapola stessa (fig.29).

Il muscolo contraendosi porta la scapola in avanti in fuori ed in alto; con i suoi fasci inferiori solleva anche le coste fungendo così anche da inspiratore(insieme al piccolo pettorale gli elevatori delle coste ed ovviamente il diaframma).Inoltre agisce come fissatore della scapola attaccandola al piano costale nell’atto di spingere qualcosa.(Infatti un deficit di questo muscolo e dei romboidei causa la cosiddetta “scapola alata”

Il muscolo è innervato dal nervo toracico lungo del plesso brachiale (C5-C7).

muscoli della spalla

MUSCOLI SPINOAPPENDICOLARI

Questi muscoli hanno origine dalla colonna vertebrale(costituiscono il primo strato dei muscoli del dorso, al di sopra dei muscoli spinocostali e spinodorsali)e raggiungono le ossa del cingolo toracico l’omero. Sono anche dei muscoli estrinseci del torace ed estrinseci dell’arto superiore.

I muscoli spino appendicolari sono disposti in due strati: il primo è costituito dal trapezio e dal grande dorsale, quello più profondo dal piccolo romboideo, dal grande romboideo e dall’elevatore della scapola (angolare) (fig.30 e fig.31).

TRAPEZIO si trova nella regione nucale e nella parte dorsale del torace.

Il muscolo origina dal terzo mediale della linea nucale superiore, dalla protuberanza occipitale esterna, dal legamento nucale(è quella parte del legamento sovraspinoso, cordone fibroso teso fra i processi spinosi per tutta la lunghezza della colonna vertebrale, localizzato nel segmento cervicale della colonna ,che , assumendo in questa zona un notevole spessore viene detto legamento nucale)e dai processi spinosi della settima cervicale e di tutte le toraciche. I suoi fasci convergono verso la spalla, quelli superiori con direzione discendente i medi trasversalmente e gli inferiori con direzione ascendente, e si inseriscono al terzo laterale del margine posteriore della clavicola, al margine mediale dell’acromion, al margine posteriore della spina della scapola ed al margine mediale della spina stessa.

Il muscolo contraendosi eleva ed adduce la spalla, e più precisamente: ad origine fissa, i suoi fasci superiore elevano la spalla , i medi la portano in addietro e medialmente gli inferiori l’abbassano, ad inserzione fissa, i suoi fasci superiori inclinano la testa dal proprio lato e contraendosi bilateralmente la estendono, i medi egli inferiori sollevano il tronco come nell’atto di arrampicarsi. E’ innervato dal nervo accessorio (11°paio dei nervi encefalici.)

GRANDE DORSALE anch’esso fa parte dello strato superficiale dei muscoli spino appendicolari, come il precedente, ricoprendo la parte inferiore e laterale del dorso e la parte laterale del torace. Origina dalla fascia lombodorsale, dai processi delle vertebre lombari e le ultime 6 toraciche, dal legamento sovraspinoso , dalla cresta sacrale media e dal labbro esterno della cresta iliaca. I suoi fasci muscolari si portano in alto e si inseriscono sul tubercolo minore dell’omero e sul solco bicipitale dell’omero. Il muscolo contraendosi adduce e ruota all’interno l’omero (essendo così un intrarotatore della scapolo omerale, insieme al gran pettorale gran rotondo e sottoscapolare), ad inserzione fissa solleva il tronco e le coste, agendo anche da muscolo inspiratore.

muscoli della spalla

ROMBOIDE può essere considerato come un muscolo solo (cfr. BALBONI pag..181-82;cfr.KAPANDIJ pag. 62) oppure scomposto in due fasci, l’uno superiore (piccolo)l’altro inferiore (grande) (cfr. CATTANEO pag.192).

Considerandolo come un fascio solo il muscolo, essendo localizzato nella parte inferiore della regione nucale, origina dal tratto inferiore del legamento nucale dai processi spinosi e dai legamenti interspinosi dell’ultima vertebra cervicale e delle prime 4 toraciche. I suoi fasci si portano lateralmente e vanno ad inserirsi sul margine mediale (vertebrale) della scapola, al di sotto della spina. Il muscolo fa parte del secondo strato(cioè quello interno) dei muscoli spino appendicolari, quindi è interamente ricoperto dal trapezio e contraendosi porta la scapola medialmente.

Anch’esso funge da fissatore della scapola(cfr. dentato anteriore)ed è innervato da rami dei plessi cervicale e brachiale(C3-C5).

ELEVATORE DELLA SCAPOLA (angolare) anche questo muscolo fa parte del secondo strato dei muscoli spino appendicolari ed occupa la regione laterale posteriore del collo originando dai tubercoli posteriori dei processi trasversi delle prime 4 vertebre cervicali. I suoi fasci si portano in basso ed in fuori e s’inseriscono sull’angolo mediale della scapola. E’ ricoperto dal muscolo trapezio e sternocleidomastoideo e contraendosi solleva e sposta medialmente la scapola. Il muscolo è innervato da rami del plesso cervicale e brachiale (C3-C5).

MUSCOLI DEL BRACCIO

 I muscoli del braccio si distinguono in anteriori e posteriori.

Posso dire che tutti i muscoli del braccio ad eccezione del brachiale s’inserisce a livello del cingolo scapolo- omerale influendo in tal modo nell’esecuzione dei vari movimenti della spalla.

Il muscolo brachiale invece ,originando dalla faccia anteriore dell’omero e portandosi sulla tuberosità dell’ulna, interessa l’articolazione del gomito; per queste ragioni pur essendo, un muscolo anteriore del braccio, non sarà descritto in questa sede.

ANTERIORI 

BICIPITE BRACHIALE questo muscolo e costituito da due capi, uno lungo ed uno breve che inferiormente confluiscono in un ventre unico.

Il capo lungo origina, dalla tuberosità sovraglenoidea della scapola e dal labbro glenoideo mediante un lungo tendine che come già accennato gioca un ruolo importante nella fisiologia della spalla. Il tendine ha una funzione fondamentale di puleggia stabilizzatrice della testa omerale, in sinergismo con il tendine del sovraspinoso(cfr. muscolo sopraspinoso).Nella prima porzione il tendine, a livello dell’inserzione , è intrarticolare ed extrasinoviale; nella seconda porzione, extrarticolare, esso si riflette nel solco bicipitale dell’omero ricoperto dal legamento coraco-omerale. Il tendine si fa carnoso all’uscita del solco bicipitale, in corrispondenza del terzo medio del braccio si unisce al capo breve.

Il capo breve, mediale rispetto al lungo origina dal processo coracoideo della scapola ed unitosi al lungo entrambi s’inseriscono con un robusto tendine sulla tuberosità del radio. Il bicipite è un muscolo biarticolare, quindi agisce sia sull’avambraccio che sul braccio. Contraendosi flette l’avambraccio sul braccio(principale flessore) e sviluppa ad avambraccio prono una notevole azione supinatoria. Inoltre svolge un’azione stabilizzante a livello dell’articolazione scapolo-omerale, grazie soprattutto al capo lungo. Il muscolo è innervato dal nervo muscolocutaneo(C5-C6).

CORACOBRACHIALE si trova profondamente al capo breve del tricipite ed origina dal processo coracoideo della scapola. I suoi fasci portandosi in basso s’inseriscono sul terzo medio della faccia anteromediale dell’omero. Il muscolo contraendosi flette e adduce il braccio ed è innervato dal nervo muscolocutaneo(C5-C6).

POSTERIORI:

 TRICIPITE BRACHIALE come dice la parola è costituito da tre parti: capo lungo, capo laterale, capo mediale.

Il capo lungo origina dalla tuberosità sottoglenoidea della scapola e dal labbro glenoideo.

Il capo laterale origina dalla faccia posteriore dell’omero al di sopra del solco del nervo radiale.

Il capo medialeorigina dalla faccia posteriore dell’omero al di sotto del solco del nervo radiale.

I tre capi convergono in basso in un unico ventre muscolare per andare ad inserirsi sulla  faccia posteriore dell’olecrano dell’ulna.

Il muscolo contraendosi estende l’avambraccio sul braccio (principale estensore)e tramite il capo lungo determina un’adduzione dell’omero.

Il muscolo è innervato dal nervo radiale(C6-C8).

muscoli della spalla

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ANATOMIA DESCRITTIVA 

Nella spalla possiamo distinguere tre piani anatomici.

  • uno superficiale;
  • uno intermedio;
  • uno profondo;

 PIANO SUPERFICIALE

 Questo piano è formato dal muscolo gran pettorale, dai tre fasci del muscolo deltoideo e dal muscolo trapezio. Fra i due muscoli è presente un solco chiamato solco deltoideo-pettorale. Tale struttura è il setto internervoso che giace fra il muscolo deltoide, innervato dal nervo ascellare , e il muscolo gran pettorale, innervato dai nervi toracici anteriori del plesso brachiale.

PIANO INTERMEDIO

 E’ rappresentato dai muscoli della cuffia dei rotatori. La struttura anatomica guida è il processo coracoideo su cui si inseriscono 7 importanti

Strutture:

  • il legamento coraco-acromiale;
  • il legamento coraco-omerale;
  • i legamento trapezoide e conoide della clavicola;
  • il tendine del muscolo coracobrachiale;
  • il tendine   del   capo   breve   del   muscolo   bicipite brachiale;
  • il tendine del muscolo piccolo pettorale;

 In particolare il legamento coraco-acromiale, do forma triangolare , costituisce la parte fibrosa dell’arco coraco acromiale, in stretta relazione con la cuffia dei rotatori ed il capo lungo del bicipite.

La cuffia dei rotatori, dopo aver rimosso la borsa subacromiale , appare come uno strato muscolo tendineo continuo e contrae stretti rapporti con la volta acromiale. Il legamento coraco-omerale costituisce la parte più superficiale del cosiddetto intervallo dei rotatori che separa il sopraspinoso dal sottoscapolare.

PIANO PROFONDO

 Davanti al muscolo sottoscapolare e medialmente al processo coracoideo decorre il plesso brachiale e il fascio vascolare. Al di sotto del piano muscolo tendineo della cuffia dei rotatori la capsula articolare della spalla , lassa e ridondante, si differenzia , anteriormente e inferiormente nei 3 legamenti gleno omerali(cfr. articolazione scapolo-omerale).

Il legamento gleno-omerale superiore decorre nella cosiddetta capsula anterosuperiore formando la parte più interna , mentre il legamento coraco-omerale ne forma la parte più esterna.

Il legamento gleno-omerale medio decorre profondamente al tendine del muscolo sottoscapolare , che lo incrocia a circa 80° inserendosi al tubercolo minore.

Il legamento gleno-omerale inferiore , il più complesso ed ampio dei tre , è distinto in tre porzioni : banda anteriore , porzione intermedia (tasca ascellare), banda posteriore.

La restante capsula postero superiore, meno spessa, è adesa al piano tendineo del muscolo sottospinoso.

Il labbro glenoideo (cercine) costituisce sia un ampliamento della superficie articolare della glena (cfr. articolazione scapolo-omerale), sia l’inserzione fibroperiostea del legamento gleno-omerale inferiore, sia l’espansione del tendine bicipitale sulla porzione superiore (sovraequatoriale) della glena.

 

BIBLIOGRAFIA

  • ANATOMIA UMANA, BALBONI G.C. E VARI, EDI- ERMES, MILANO, 1993
  • FISIOLOGIA ARTICOLARE, KAPANDJI I.A., DE.MONDUZZI, FRA, 1999

Fonte: Anatomia Funzionale della spalla a cura di Dott. FT Simone Molinelli

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