fbpx
Dolore localizzato a livello tendineo: incidenza e fattori di rischio

La tendinopatia achillea (AT) è un disturbo che provoca dolore localizzato a livello tendineo, incapacità funzionale e assenza prolungata dalle attività sportive. Un aumento repentino del livello di attività fisica è spesso associato allo sviluppo di tendinopatia. Quando questo disturbo diventa cronico, il tempo di recupero aumenta e la sfida di individuare opzioni di trattamento efficaci risulta sempre più complessa. Questo evidenzia l’importanza di sviluppare strategie di prevenzione per la popolazione a rischio. Il primo passo è individuare l’incidenza della tendinopatia, che dipende dalla popolazione esaminata (soggetti sportivi o sedentari). Analizzando la popolazione dei runner ad esempio, la tendinopatia achillea rappresenta uno degli infortuni più frequenti, con un tasso d’incidenza che varia da 3,5 a 8,3%. Sfortunatamente gli studi che riportano questi dati si basano su piccoli campioni di popolazione, con un’alta variabilità dei soggetti inclusi (élite runner vs amatoriali, giovani vs adulti, infortunati vs non infortunati). Il secondo step nello sviluppo di una strategia di prevenzione è determinare i fattori di rischio modificabili che possono essere poi utilizzati dai clinici. La letteratura riporta evidenze limitate in merito ai fattori di rischio associati alla tendinopatia tra i runner amatoriali.

Questo studio prospettico è stato condotto con lo scopo di determinare l’incidenza della tendinopatia achillea tra i runner amatoriali e in secondo luogo determinare i fattori di rischio per lo sviluppo dell’AT.

Sono stati reclutati i runner di età superiore a 18 anni che si registravano alle tre gare di corsa più popolari in Olanda. A tutti i runner è stato chiesto di compilare un questionario online in 4 tempi: al baseline 2 mesi prima della competizione e ai follow up 2 settimane prima, un giorno prima e il mese successivo la gara. Il questionario al baseline era composto dalla sezione demografica, dalle caratteristiche di allenamento, dallo stile di vita e dagli infortuni associati alla corsa nei precedenti 12 mesi. I questionari ai follow up consistevano in domande sull’andamento degli infortuni riportati e una sezione aggiuntiva sugli eventuali nuovi infortuni associati alla corsa. I dati sono stati inclusi nello studio se i runner completavano almeno uno dei questionari di follow up.

L’outcome principale è stato l’incidenza della AT auto-riportata durante il periodo di follow up, nei soggetti asintomatici al baseline. I fattori di rischio per lo sviluppo di AT sono stati identificati utilizzando un’analisi di regressione logistica: è stata valutata la relazione tra l’insorgenza di AT e le seguenti variabili: sesso, età, BMI, unità di alcol alla settimana, esperienza di corsa, distanza di corsa settimanale, uso di tabelle di allenamento, uso di calze compressive, uso di plantari, numero di scarpe per anno, tipologia di terreno, corsa per oltre 80% su asfalto e AT nei precedenti 12 mesi (come riportato da precedenti studi in letteratura).

Un totale di 1929 runner ha completato uno o più questionari di follow up. Di questi, 100 individui hanno riportato l’insorgenza di AT (5,2%). L’incidenza aumentava con l’aumentare della distanza (km) dell’evento sportivo: dal 4% per i soggetti registrati alla competizione dei 10 km, fino a 7,4% per la maratona.

Uno studio di McKean et al. del 2006 ha suddiviso i runner inclusi in masters (> 40 anni) e giovani (< 40 anni) ed ha individuato che i masters hanno un’incidenza di tendinopatia superiore rispetto ai giovani (6,2% vs 3,5%). I risultati di questo studio sono in contrasto con quanto emerso dallo studio di McKean et al. in quanto non è emersa alcuna associazione significativa tra l’insorgenza di tendinopatia achillea e l’età dei soggetti inclusi. Una possibile spiegazione potrebbe essere che i runner inclusi nello studio di McKean et al. percorrevano una distanza media di corsa settimanale 2,5 volte superiore a quella dei runner di questo studio.

dolore localizzato a livello tendineo

dolore localizzato a livello tendineo
dolore localizzato a livello tendineo
dolore localizzato a livello tendineo

fattori di rischio individuati per lo sviluppo di AT sono stati la presenza di AT nei 12 mesi precedenti (principale fattore di rischio per la ricorrenza dei sintomi), l’uso di una tabella di allenamento e l’uso di calze compressive.

L’utilizzo di una tabella di allenamento era stato incluso nell’analisi pensando potesse rappresentare un fattore protettivo, in quanto avrebbe potuto prevenire gli squilibri tra livello di fatica dell’allenamento e livello di fitness dell’atleta, permettendo un avanzamento di carico progressivo graduale. L’associazione significata tra l’insorgenza di tendinopatia e l’utilizzo della tabella potrebbe essere spiegato dal fatto che i runner sono più concentrati nel perseguire il loro programma, piuttosto che sulla manifestazione precoce dei sintomi che potrebbero portare alla sospensione dell’attività sportiva.

Un altro fattore di rischio individuato è stato l’utilizzo di calze compressive, che sebbene favorisca il ritorno venoso evitando la stasi a livello degli arti inferiori, potrebbero provocare eccessiva compressione a livello del tendine d’Achille. Come confermato anche da altri studi, la compressione causa una restrizione del volume totale di sangue e dell’assorbimento di ossigeno, portando quindi ad ipossia che a sua volta provoca sofferenza tendinea e potrebbe quindi favorire l’insorgenza di AT.

Il reclutamento dei soggetti tramite questionario online, rispetto al normale reclutamento da parte del professionista, sebbene non garantisca una diagnosi precisa di tendinopatia achillea in quanto auto-riportata, ha permesso di raggiungere una porzione più numerosa della popolazione target, individuando anche i runner che manifestano sintomi, ma che non necessariamente si presentano all’attenzione di un sanitario.

Considerando i risultati emersi da questo studio prospettico, le future ricerche dovrebbero concentrarsi sui runner che preparano la maratona, in quanto più inclini a sviluppare questo tipo di disturbo. Così come i clinici dovrebbero prestare particolare attenzione ai soggetti che hanno avuto storia di AT per evitare una ricorrenza dei sintomi. Sarebbe meglio sconsigliare l’utilizzo di calze elastiche compressive data la moderata associazione con l’insorgenza di AT.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Resta aggiornato sui nuovi corsi.

Scopri tutte le novità con gli articoli del nostro Blog.

You have Successfully Subscribed!