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COVID -19 E TRATTAMENTO OSTEOPATICO - D.O. Giuseppe Totaro

ASPETTI PRELIMINARI

 

Covid-19

Ammalarsi di Covid-19 anche in modo lieve può causare problemi per svariati mesi. La sindrome che viene chiamata “Post Covid” o “Long Covid” o “Sindrome da stress post traumatico“ continua a essere sottovalutata nei dibattiti in prima serata, ma colpisce ormai moltissime persone, si pensa fino al 19% di chi è stato contagiato dal Coronavirus.
Sono persone ufficialmente guarite e negative al tampone che però hanno sintomi persistenti e disturbi che durano da più di tre mesi come principalmente stanchezza, debolezza, fiato corto, eritemi, perdita di memoria, ansia e dolori muscolari, problemi che rendono loro impossibile tornare a stare bene come prima.

L’ultimo studio scientifico in ordine di tempo su questa “sindrome” viene da un gruppo di ricercatori francesi del Tours University Hospital che hanno seguito circa 150 pazienti non critici da marzo a giugno 2020.

Due terzi hanno riportato sintomi fino a 60 giorni dopo essersi ammalati e più di un terzo si sentiva ancora male come se ci fosse una memoria della patologia oppure era addirittura in condizioni peggiori rispetto a quando era iniziata l’infezione Covid -19.

Sindrome Post-Covid-19

La ricerca, pubblicata lunedì 5 ottobre 2020 sulla rivista Clinical Microbiology and Infection, si è basata su pazienti che avevano avuto una malattia di lieve o moderata entità, proprio perché gli altri studi su questo tema a livello internazionale finora avevano monitorato persone reduci da ricoveri in ospedale (per malattia moderata o seria) o in terapia intensiva.

Vediamo in cosa consiste la ricerca :

I sintomi descritti erano principalmente:

  1. perdita dell’olfatto e del gusto;
  2. mancanza di respiro e affaticamento ed erano più probabili in pazienti di età compresa tra i 40 e 60 anni e in chi avesse avuto bisogno di ricovero.

Nel luglio uno studio dei Centers for Disease Control and Prevention Usa (CDC) aveva dimostrato che il 35% dei pazienti Covid-19 non era tornato al consueto stato di salute due o tre settimane dopo il tampone negativo che ne aveva decretato la guarigione.

I più colpiti erano per lo più persone con malattie croniche, ma la cosa strabiliante era che quasi 1 su 5 tra giovani adulti di età compresa tra 18 e 34 anni (senza patologie preesistenti) ha riferito di non essere tornato al normale stato di salute (da 14 a 21 giorni dopo il test).

Quale percentuale di ex malati è affetta da sintomi a lungo termine al mondo? Credo proprio che non lo si può sapere con certezza, ma diverse ricerche hanno suggerito che potrebbero essere circa il 10% del totale degli infettati.

Sindrome Post-Covid-19

Anche fosse solo una frazione, con X milioni di positivi al mondo, il bilancio sui sistemi sanitari e per la vita (anche lavorativa) delle persone è enorme. Gran parte dei miei pazienti che durante la prima ondata del Covid-19 è stata male, mi racconta cose pazzesche, che i sintomi più frequenti sono sicuramente la mancanza di forze, di fiato e soprattutto la spossatezza.

Alcuni dopo la guarigione, lamentano una cosa stranissima, la perdita di memoria a breve termine: poca concentrazione, i piccoli dettagli della giornata appena successi svaniti e il rendimento lavorativo non è più lo stesso. Questo per via delle cicatrici presenti nei polmoni, però si è visto che queste non ne pregiudicano il corretto funzionamento degli stessi. Le infezioni virali durature, portano quasi spesso a un depauperamento di prestazioni del SNC o sistema nervoso centrale. Ma questo succedeva anche con con Ebola, SARS e MERS a dire dei libri .

Vorrei sottoporvi un articolo dove parla di una caratteristica (i sintomi post-infezione) che accomuna anche altre forme virali. Craig Spencer, direttore del Global Health in Emergency Medicine presso il New York-Presbyterian / Columbia University Medical Center, a settembre ha raccontato di avere avuto problemi simili dopo essersi ammalato di Ebola (riporto testuali parole): “Nel 2014 mi sono ammalato di Ebola in Guinea. Ho trascorso 19 giorni in ospedale e alla fine sono sopravvissuto, ma per mesi ho avuto dolori articolari e muscolari. Camminare mi faceva male. I capelli sono caduti a mazzi. Poi qualcosa è migliorato, ma non tutto. A quasi sei anni dalla ‘guarigione’, continuo ad avere difficoltà a concentrarmi. La mia capacità di ricordare è drasticamente ridotta. Dimentico nomi e dettagli di persone che conoscevo molto, molto bene”.

Sindrome Post-Covid-19

Lui stesso scrive che disturbi simili, come la fatica persistente, “nebbia nel cervello”, alternanza di alcuni giorni e peggio altri, più vari problemi cardiaci, respiratori e neurologici, e questi sono le conseguenze a lungo termine osservate anche dopo i virus cugini del coronavirus come:

  • la sindrome respiratoria acuta grave (SARS);
  • sindrome respiratoria del Medio Oriente (MERS).
Nei miei studi sparsi un po’ in tutta Italia ascolto spesso con immenso piacere le vostre storie e i vostri racconti anche se dolenti, ma soprattutto quelli con un finale positivo… il mio lavoro non può certamente guarire le ferite interiori, così come non posso promettere guarigioni improbabili e soprattutto fisiche che non mi competono, sono solo un osteopata che cerca di lavorare e portare un po’ di aiuto a quelle strutture anatomiche colpite da stress post traumatico .

Il riscontro positivo è quello di poter lavorare con l’aiuto dei vostri stessi feedback così per migliore la risposta strutturale . Il protocollo osteopatico sul Covid-19 sulle persone guarite complicato da polmonite, sono pazienti sui quali lavoro in maniera molto intensa e attenta il diaframma toracico, stretto toracico superiore, i muscoli scaleni e le fasce del collo.

Dando un’armonia diaframmatica la risultante e’ la libertà alla cassa toracica dove l’infezione polmonare ha provocato nel paziente una mancanza di ossigeno, un utilizzo errato della muscolatura e una sorta di soffocamento con difficoltà respiratorie. Lavoro su tutte quelle tensioni che permettono al paziente di ristabilire la giusta respirazione liberandolo da pressioni che si sono venute a creare a livello toracico addominale cambiandone il valore pressorio. Inoltre a livello viscerale il drenaggio del fegato, reni per aiutare a smaltire tutti quei farmaci assunti questo per migliorare l’omeostasi a cranico di un buon riequilibrio generale del sistema.

Concludo dicendo che l’osteopatia è un valore aggiunto (e non una cura) a l’immenso lavoro fatto dai medici, infermieri, Oss , fisioterapisti in prima linea e per questo ne saremo sempre tutti grati!

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