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Cos’è l’Anca a Scatto?

Si tratta di uno schiocco o un clock quando si muove l’articolazione dell’anca, questa è più frequente nelle donne, ma può colpire anche i maschi. Si può vedere nelle persone di tutte le età.

Questa sindrome è più comune:

  1. Nei ballerini,
  2. Nelle persone con una sindrome da ipermobilità congenita,
  3. Nelle ragazze con la displasia congenita dell’anca.

CENNI DI ANATOMIA

L’anca è un’articolazione formata dall’estremità sferica del femore e da una cavità a forma di coppa (acetabolo) del bacino.

Essa rappresenta anche un’articolazione molto stabile grazie ad una serie di fattori tra i quali: la forma e profondità dell’acetabolo che accoglie l’intera testa del femore, dal labbro acetabolare che aumenta la congruenza articolare e da capsula e legamenti che rinforzano l’articolazione, (Gold &Varacallo, 2018) (Kisner, C., & Colby, L.A., 2010).

Si tratta però anche di un’ articolazione sferica che permette una grande ampiezza di movimento, garantendo la mobilità necessaria per la locomozione. Per svolgere le attività di vita quotidiana (ADL) in modo “normale” sono necessari almeno 120° di flessione e 20° di abduzione ed extrarotazione, (Kisner, C., & Colby, L.A., 2010).

L’ anca è un’articolazione soggetta a varie forze dato che è destinata a sopportare il peso del corpo. Infatti la sua funzione principale è quella di fornire un supporto al peso del tronco facilitando la trasmissione di forza e del carico dallo scheletro assiale agli arti inferiori. Non deve però soltanto essere in grado di sostenere l’intero peso del corpo, ma deve anche essere in grado di distribuirlo. L’articolazione dell’anca funge quindi da collegamento tra arto inferiore e tronco, consentendo le funzioni di mobilità e deambulazione, (Gold &Varacallo, 2018) (Kisner, C., & Colby, L.A., 2010) (Palastanga, Field, e Soames 2007).

Sia il bordo dell’acetabolo, sia la testa del femore sono ricoperti da cartilagine ialina, le cui principali funzioni sono quelle di ammortizzare e distribuire il carico e di permettere contemporaneamente lo scorrimento delle superfici articolari, (Kisner, C., & Colby, L.A., 2010) (Palastanga, Field, e Soames 2007) (Todesco, S., Gambari, P.R., Punzi L. (2007).

 

anca a scatto

Articolazione dell’anca

ANCA A SCATTO

Acetabolo che contiene il femore

TIPI DI ANCA A SCATTO

Ma perch’è l’anca scatta?

L’anca scatta in base al tendine coinvolto o al problema dell’articolazione. Vi sono 3 tipi di anca a scatto:

ANCA A SCATTO INTERNA (sulla parte anteriore dell’anca) 

Questo tipo di anca a scatto si verifica quando un tendine scorre sopra a sporgenze ossee nella parte anteriore dell’articolazione dell’anca.

Prima il tendine diventa stirato, poi si verifica uno “snap” quando il tendine supera la sporgenza ossea.

Un esempio di anca a scatto si verifica quando il tendine dell’ileopsoas scatta sopra l’eminenza ileopettinea (una sporgenza ossea ) nella parte inferiore del bacino.

 

Tra le cause di anca a scatto interna ci sono:

  1. Il tendine del muscolo ileopsoas può scattare quando scorre sull’eminenza ileopettinea.
  2. Il retto femorale, una parte del muscolo quadricipite, si muove sopra la testa arrotondata del femore.

Le persone con sindrome dell’anca interna hanno i seguenti sintomi:

Scatto dell’anca durante:

  • La corsa,
  • Alzandosi dalla posizione seduta,

Tutte le volte che si estende l’anca (spostando la coscia indietro) da una posizione di flessione a 90° (ginocchio sopra il livello dell’anca).

Dolore all’anca improvviso (si sente a livello dell’inguine, in profondità).

Il dolore peggiora durante l’attività fisica perché lo scatto continuo può causare l’infiammazione del tendine.

La comparsa del dolore è graduale, all’inizio la persona sente solo fastidio, dopo alcune settimane o mesi l’intensità aumenta. Lo scatto si verifica spesso insieme alla borsite (infiammazione della borsa) dell’ileopsoas.

ANCA A SCATTO ESTERNO

Il secondo tipo di anca a scatto si verifica quando la bandelletta ileotibiale scorre sopra una protuberanza ossea nella parte superiore-esterna del femore chiamata grande trocantere.

Questo scivolamento mette in tensione il tendine e quando la forza è sufficiente per “saltare” il grande trocantere, si verifica questo movimento rapido con uno scatto.

L’anca a scatto esterna si verifica quando:

  1. La bandelletta ileotibiale supera una protuberanza arrotondata del femore: il grande trocantere. La bandelletta ileotibiale è una lunga striscia di tessuto fibroso che si estende dal bacino al ginocchio, sulla parte esterna della coscia.
  2. Il muscolo del grande gluteo scivola sul grande trocantere.

L’anca a scatto esterna può essere causata dalla rigidità e retrazione (accorciamento) della bandelletta iliotibiale o del grande gluteo.

Le persone con la sindrome dell’anca a scatto esterna possono avere lo scatto durante la flessione e l’estensione dell’anca, per esempio:

  1. Correndo,
  2. Salendo le scale,
  3. Giocando a golf,
  4. Quando si sposta un oggetto pesante.

L’anca a scatto è accompagnata da dolore acuto e improvviso all’esterno dell’anca.

In pratica:

L’anca sembra che stia per uscire (lussazione dell’anca) durante lo scatto, ma in realtà non si verifica. Il dolore peggiora con l’attività, poiché lo scatto ripetuto provoca l’infiammazione del tendine.

Il dolore si sviluppa gradualmente e può iniziare come un lieve fastidio e peggiorare durante settimane o mesi.

Spesso questo disturbo si verifica insieme a:

  • Borsite trocanterica,
  • Sindrome della bandelletta ileotibiale.

 

ANCA A SCATTO INTRARTICOLARE

Un problema all’interno dell’articolazione dell’anca può causare questo terzo tipo di anca a scatto, per esempio:

1) Una lesione del labbro acetabolare – si tratta di una lesione dell’anello di fibrocartilagine che circonda il margine dell’acetabolo, come una guarnizione.

Una lesione può causare:

  1. Uno schiocco,
  2. Dolore nella zona inguinale.

Uno studio dell’University of Yamanashi che ha analizzato 30 pazienti mostra che le rotture dell’acetabolo rappresentavano l’80% dei casi di anca a scatto intraarticolare.

2) Una lesione alla cartilagine articolare (tra le ossa). Questa cartilagine riduce l’attrito tra le ossa dell’articolazione. Si può verificare una lesione a causa di un trauma o dell’usura.

3) Corpi estranei nell’anca che:

  1. Alterano il movimento del femore all’interno dell’acetabolo,
  2. Causano una sensazione di scatto.

Ad esempio, in seguito a un trauma, un frammento di cartilagine o di osso può rompersi e rimanere intrappolato tra le ossa dell’anca.

È spesso accompagnato da:

  1. Una sensazione di blocco,
  2. La riduzione dell’ampiezza di movimento dell’anca.

La debolezza dell’ileopsoas aumenta la spinta anteriore dal femore all’acetabolo. Questo favorisce la formazione di una lesione del labbro acetabolare.

Quali sono i sintomi dell’anca a scatto?

Tra i sintomi ci sono:

  1. Lo schiocco durante alcuni movimenti,
  2. Dolore (in alcuni casi),
  3. Infiammazione del tendine,
  4. Difficoltà durante alcune attività come alzarsi dalla sedia,
  5. Sensazione dell’anca che sta uscendo.

Come si diagnostica l’anca a scatto?

Il medico:

  1. Esamina la storia clinica,
  2. Esegue un esame fisico e i test per l’anca.

Esami strumentali

Il medico può prescrivere:

La radiografia per visualizzare le ossa e le articolazioni. Generalmente non mostra anomalie, ma può essere utile per escludere cause gravi come i tumori.

La risonanza magnetica per escludere altri disturbi dell’anca, tra cui:

    1. Artrite all’anca
    2. Sinovite dell’articolazione dell’anca o infiammazione della membrana sinoviale dell’anca,
    3. Un tumore.

Ecografia, per diagnosticare con maggior precisione lo schiocco interno e intra-articolare dell’anca, è possibile fare un’ecografia.

Qual è il vantaggio?

Si può vedere cosa succede in tempo reale, mentre il paziente muove la coscia.

L’ecografia permette di identificare direttamente e in modo non invasivo:

  1. I tendini di psoas e ileopsoas,
  2. I movimenti della capsula articolare dell’anca (Deslandes et al. – 2008).

Analisi del cammino, non ci sono differenze significative nel modo di camminare tra soggetti con anca a scatto sintomatica e soggetti sani (Jacobsen et al. 2013).

Questo è importante perchè l’anca a scatto esterna può essere valutata dal medico senza bisogno di esami strumentali. (Winston et al. – 2007).

Test ortopedici per l’anca a scatto

1) Test per l’anca a scatto esterna

Brignall et al, hanno creato un test specifico per l’anca a scatto esterna.

  • Posizione iniziale: il paziente è sdraiato sul fianco sano con un cuscino sotto al gluteo.
    In questo modo la coscia dell’anca a scatto è in adduzione (spostata verso l’interno).
  • Estendere il ginocchio,
  • L’esaminatore flette ed estende l’anca, in questo modo si sente cosa succede quando la banda ileotibiale scorre sul grande trocantere.

2) Test di Hula-Hoop: l’adduzione e il movimento circolare dell’anca interessata mostra la sindrome dell’anca a scatto esterna

Lo scatto sul grande trocantere è un segno positivo.

Una variante del test di FABER può essere utilizzata per differenziare l’anca a scatto interna (ileopsoas) da quella esterna (ITB).

    1. Posizione iniziale: sdraiato supino,
    2. Posizionare l’anca interessata in flessione, abduzione, rotazione esterna,
    3. Spostare passivamente l’anca nella posizione opposta: estensione, adduzione e rotazione interna.
    4. Il medico può sentire lo schiocco alla palpazione, oltre al rumore tipico.

3) Test di Ober: Il test di Ober è spesso utilizzato per valutare la retrazione della bandelletta ileotibiale, ma non sembra molto utile per valutare l’anca a scatto.

Test per l’anca a scatto interna

1) Test di Stinchfield

Posizione iniziale: sdraiato a pancia in su con l’anca piegata a 30°, il paziente deve piegare completamente l’anca mentre l’esaminatore applica una resistenza contraria. Il test è positivo in caso di dolore all’inguine anteriore.

2) Test di Thomas

Diagnosi differenziale, Quando il medico esamina il paziente, deve escludere tutti i disturbi che danno sintomi simili, per esempio:

  1. Tumori all’anca che possono cambiare il modo in cui il femore scorre nell’acetabolo (Soo Chun et al. – 2016).
  2. Sinovite (infiammazione della membrana sinoviale) dell’articolazione dell’anca. Questo disturbo causa gonfiore e sintomi che a volte somigliano a quelli dell’anca a scatto.
  3. L’emangioma intramuscolare. Anche se raro, dovrebbe essere preso in considerazione nella diagnosi differenziale di un’anca a scatto (Cheng-Li Lin et al., 2008).

Terapia

Ci sono degli esercizi che possono essere utili per migliorare lo scorrimento di ossa e tendini e ridurre lo scatto.

Secondo l’autorevole autrice e professoressa S. Sahrmann, la lussazione esterna è causata dalla debolezza dei muscoli abduttori dell’anca, cioè i muscoli glutei. In pratica, questi muscoli sono eccessivamente deboli e flessibili, quindi non danno la stabilità necessaria all’articolazione facendo scivolare la testa del femore verso l’esterno.

Cosa succede all’anca?

A causa di movimenti ripetitivi e di caratteristiche personali si forma uno squilibrio muscolare. In pratica, ci sono dei muscoli che dominano su altri con un attivazione eccessiva di:

  • Flessori dell’anca (retto femorale),
  • Rotatori interni dell’anca.

Muscoli corti e muscoli stirati con l’anca a scatto

Secondo S. Sahrmann, i muscoli flessori dell’anca e rotatori mediali sono più dominanti rispetto all’adduttore dell’anca e ai muscoli rotatori esterni.

I muscoli rotatori esterni sono lunghi e deboli: il gluteo medio e il piriforme.

Il tensore della fascia lata è accorciato.

 

anca a scatto

ANCA A SCATTO MUSCOLI DA RINFORZARE

PIRIFORME                                          MEDIO GLUTEO    

Esercizi per l’anca a scatto

Esercizio supino

  1. Posizione iniziale: a pancia in su,
  2. Piegare l’anca e il ginocchio (mantenendo il femore in una posizione neutra, cioè senza ruotare).
  3. Ritornare alla posizione di partenza.
  4. Ripetere 20 volte.

 

Esercizio da prono per gli abduttori

  1. Posizione iniziale: sdraiato a pancia in giù,
  2. Spostare la coscia verso l’esterno mentre si effettua una rotazione esterna.
  3. Tornare alla posizione di partenza.
  4. Ripetere 10 volte.

 

 

Esercizio da prono per il grande gluteo

  1. Posizione iniziale: sdraiato a pancia in giù con il ginocchio (dell’arto con l’anca a scatto) piegato,
  2. Sollevare la coscia mantenendo l’addome a contatto con il terreno,
  3. Ritornare alla posizione di partenza,
  4. Ripetere 10 volte.

 

 

 

 

Esercizio da prono per i rotatori esterni

  1. Posizione iniziale: sdraiato a pancia in giù con l’anca e il ginocchio piegati e la coscia ruotata verso l’esterno.
    La parte interna del piede deve appoggiare sul polpaccio dell’altra gamba.
  2. Spingere il ginocchio verso l’alto (come per ruotare l’anca verso l’esterno).

 

 

Stretching dinamico del tensore della fascia lata

  1. Posizione iniziale: sdraiato a pancia in giù con il ginocchio (dell’arto con l’anca a scatto) piegato,
  2. Portare il piede verso l’interno,
  3. Ritornare alla posizione di partenza.
  4. Ripetere 20 volte.

 

 

 

Bibliografia

  • Young Soo Chun,  Kee Hyung Rhyu,, Kye-Youl Cho,, Young Joo Cho,, Chung Seok Lee,, and Chung Soo Han.Osteochondroma Arising from Anterior Inferior Iliac Spine as a Cause of Snapping Hip. Clin Orthop Surg. 2016 Mar; 8(1): 123–126
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  • Sahrmann, Shirley. Diagnosis and Treatment of Movement Impairment Syndromes (Page 171). Elsevier Health Sciences. Kindle Edition.
  • Yamamoto Y, Hamada Y, Ide T, Usui I. Arthroscopic surgery to treat intra-articular type snapping hip. Arthroscopy. 2005;21(9):1120-5.
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  • Idjadi J, Meislin R. Symptomatic Snapping Hip: targeted treatment for maximum pain relief. The Physician and Sportsmedicine. 2004;32(1):25–31.
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  • Winston P, Awan R, Cassicy JD et al. Clinical examination and ultrasound of self-reported snapping hip syndrome in elite ballet dancers. Am J Sports Med. 2007;35:118-126.
  • Deslandes M, Guillin R, Cardinal E et al. The snapping iliopsoas tendon: new mechanisms using dynamic sonography. AJR. 2008;190:576-581.
  • Schaberg JE, Harper MC, Allen WC. The snapping hip syndrome. Am J Sports Med. Sep-Oct 1984;12(5):361-5.

Fonte: FISIOTERAPIA RUBIERA Dr. Defilippo Massimo

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